Mostre: a Palazzo Lombardia opere di Laura e Salvatore Fiume

(ANSA) - MILANO, 22 OTT - Una mostra celebrativa dell'unione tra padre e figlia che li ha portati a sperimentare e lavorare insieme nell'arte dal 1976 al 1997: fino al 29 ottobre è possibile visitare negli spazi di Regione Lombardia, in via Galvani, la mostra di Laura e Salvatore Fiume che offre l'opportunità di scoprire le affinità e le differenze fra questi due artisti, padre e figlia, che solo una volta hanno esposto le loro opere nella stessa mostra, nel 1990, scegliendo di dipingere entrambi sullo stesso materiale: lo specchio. Salvatore Fiume è uno dei più grandi artisti del '900 italiano.
    Sue opere sono conservate in alcuni dei più importanti musei del mondo, dai Musei Vaticani all'Ermitage di San Pietroburgo, dal Moma di New York al Museo Puskin di Mosca. A più di vent'anni dalla sua scomparsa la mostra che racconta di un sodalizio artistico e umano che negli anni gli ha portati a sperimentare nei grandi spazi di una ex-filanda a Canzo, in Brianza, fra studi di pittura e laboratori di ceramica, serigrafia e litografia. L'uso di materiali diversi dalla tela L'elemento comune che gli distingue e unisce è dato dal punto di partenza delle opere. Le opere di Salvatore Fiume, scelte per questa mostra, appartengono ad un arco produttivo che va dal 1964 al 1996 e furono realizzate su diversi supporti come carte da parati o tessuti. Questi materiali fecero il loro ingresso nella pittura di Fiume al suo ritorno da un soggiorno a Londra negli anni '60. Le opere di Laura Fiume, presenti all'esposizione, sono invece state realizzate dopo la scomparsa del padre, fra il 2006 e il 2019, e celebrano il mondo del design attraverso opere in ceramica e d'arredamento per interni e collaborazioni con aziende prestigiose. Le opere esposte sono un omaggio all'opera di tre grandi architetti: Paola Navone, Gio Ponti e Philippe Starck. La figura di Gio Ponti fu molto importante nella vita di Salvatore Fiume e della sua famiglia perché fu lui a commissionargli i dipinti per i transatlantici Giulio Cesare e Andrea Doria negli anni '50. Laura invece ha dedicato al grande architetto cinque opere, ispirandosi agli elementi del suo lavoro che più l'hanno colpita. (ANSA).
   

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