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Gaber avrebbe compiuto oggi 83 anni, omaggio di Google

L'omaggio di Google al grande cantautore

Omaggio di Google a Giorgio Gaber, protagonista del doodle di oggi. Gaber avrebbe compiuto 83 anni.

Ecco due articoli tratti dagli archivi dell'ANSA, in occasione della scomparsa del grande cantautore il primo gennaio del 2003

MORTO GABER: L'AMORE E LA FUGA DA MILANO, LA SUA MUSA / ANSA
Documento: 20030101 01766
ZCZC0397/SXB
R SPE S0B S41 QBXH
MORTO GABER: L'AMORE E LA FUGA DA MILANO, LA SUA MUSA / ANSA
(ANSA) - MILANO, 1 GEN - (di Alfonso Neri) - ''E' su una
trama di circostanze tutte milanesi che si e' sviluppata la mia
carriera d'artista''. Cosi' Giorgio Gaber, che andava in Jaguar
all'Universita' Statale a prendere Ombretta Colli, raccontava il
suo lavoro, la sua vita e la nascita di una coscienza politica.
Perche' lo contestavano alla Statale per quella sua ''macchina
bellissima''. E lui ha cominciato a pensarci su.
Una trama tanto milanese quella della carriera e della vita
di Gaber, che il piu' grande chansonnier italiano amava
ricordare come i suoi spettacoli ''senza mai dare precise
coordinate di spazio e di tempo, fanno sempre riferimento a
situazioni tipicamente metropolitane''.
Andava con la Jaguar a prendere la fidanzata, che poi nel
1965 sposera', quel ragazzo che era nato da una famiglia veneta
- cognome vero Gaberscik - non agiatissima, in via Londonio,
zona Sempione. E che a 15 anni aveva iniziato a suonare per
curarsi e che poi si trasferira' con la chitarra al Santa Tecla,
un locale pochi passi dietro al Duomo. Dove conosce Celentano,
Jannacci e Mogol. Quello che diventera' il piu' famoso paroliere
italiano gli procura il contatto con la Ricordi per il primo
disco: quattro canzoni in tutto, compresa 'Ciao ti diro''.
Jannacci sara' invece un amico con cui confrontarsi di continuo.
Con il molleggiato, descritto da Gaber come ''un giovane
pazzo'', fara' i suoi primi spettacoli in giro per Milano, da
chitarrista.
Arrivera' poi il teatro, il suo vero amore: segnalato da
Paolo Grassi e scritturato dal Piccolo per portare il Signor G.
nelle piazze lombarde. Poi ci sara' la televisione, dove, non a
caso, si fa conoscere con un pezzo metropolitano: 'Com'e' bella
la citta''. Ha gia' cantato 'Porta Romana', con la quale
descrive a tutta Italia un quartiere dove si puo' ''andare in
giro per i prati fino a sera''. Una Milano d'altri tempi, che
dipinge un'immagine da Via Gluck di celentaniana memoria.
La facolta' di Economia alla prestigiosissima Bocconi e'
dimenticata. C'e' tanta musica e tanta Milano dentro Gaber. ''Ho
sentito molte ballate, quella di Tom Dooley e quella di Davy
Crocket - canta Giorgio - e sarebbe piaciuto anche a me
scriverne una cosi': invece niente, ho fatto una ballata per uno
che sta a Milano al Giambellino (un quartiere dell'estrema
periferia operaia, ndr), il Cerutti, Cerutti Gino''.
Ma Milano non era l'America. ''La chitarra ho iniziato a
suonarla che avevo otto o nove anni - ricordava Gaber in una
vecchia intervista - e miei miti erano jazzistici: ho iniziato
ad ascoltare dischi americani, in vinile, che facevano un
piacevole brusio mentre ci facevano sentire questa musica
stranissima e assolutamente sconvolgente''. Nei bar milanesi
provava a suonare le note d'oltreoceano, ''ma poi bastava che
arrivasse uno, non che fosse americano, ma fosse stato dieci
minuti in America, che suonava meglio di me''.
A Milano ci vive fino agli anni '80, all'ubriacatura della
Milano da bere. Poi scappa in campagna, in Toscana, dove ha
scelto di morire. Quando doveva tornare sotto il Duomo per
lavoro, gli veniva una stretta al cuore - confidava agli amici -
faceva fatica a viverci. ''Ma sono rimasto legato in tutto alla
mia citta' - raccontava - sento che qui ogni cosa mi appartiene,
quasi fisicamente''. Gli mancavano i bar con il biliardo. Come
quello del Cerruti, la' al Giambellino, dove gli amici lo
''chiamavano drago, dicevano che era un mago, una sera in una
strada scura... fingendo di non aver paura''. E Milano vuole
dargli l'ultimo saluto. Al Piccolo preparano la camera ardente.
Proprio la', dove il signor G ha cominciato il suo viaggio senza
tempo. (ANSA).
KDP
01-GEN-03 21:13 NNNN

MORTO GABER: IL CORDOGLIO PER UN GRANDE SNOB / ANSA
Documento: 20030101 00855
ZCZC0398/SXB
R SPE S0B S41 QBXB
MORTO GABER: IL CORDOGLIO PER UN GRANDE SNOB / ANSA
DAL PRESIDENTE DEL SENATO PERA A FO, PROIETTI E LERNER
(ANSA) - ROMA, 1 GEN - La scomparsa di Giorgio Gaber, morto
oggi dopo una lunga malattia, ha colpito il mondo dello
spettacolo, della cultura della politica, che lo riteneva un
''grande'' sotto molti punti di vista.
Come il premio Nobel Dario Fo, che lo definisce un ''grande
commediografo'' oltre che ''un pessimista brutale ma mai
opportunista anche se i politici non lo hanno mai amato perche'
li graffiava, anzi randellava. Molti ricordano l'uomo di teatro,
il monologatore, il cantante - aggiunge Fo - ma Gaber e' stato
un grande commediografo e questo viene ricordato poco''.
''Un fenomeno da baraccone al contrario'': cosi' lo ricorda
invece Gad Lerner, suo estimatore, amico e autore della
prefazione di ''Parole e canzoni'', libro piu' cassetta
pubblicato da Einaudi Stile Libero nel maggio dello scorso anno.
Per Lerner Gaber era il ''re del palcoscenico con Celentano
Mina e dopo di lui solo Morandi'', oltre che ''un vero snob''.
La qualita' e' stata per Gigi Proietti la caratteristica
principale di Gaber e della sua arte. ''Si parla sempre di
qualita' - dice l'attore romano - e con Gaber se ne va uno che
era tutto qualita' e quindi in questo momento la sua e' una
perdita ancor piu' dolorosa''. Per Proietti, era inoltre un
''uomo capace di fare anche scelte, non solo politiche, di
gusto, stile e classe''.
''Con la sua perdita siamo piu' poveri, certamente dal punto
di vista artistico'', afferma Shel Shapiro, che conobbe
l'artista milanese 30 anni durante il Cantagiro. ''Negli ultimi
25 anni e' stato un grande del teatro e della musica - aggiunge
- In queste occasioni si fa molta retorica, ma e' veramente una
grande perdita per la musica in generale''.
Amico di lunga data di Gaber e della moglie Ombretta Colli,
il presidente del Senato Marcello Pera ha espresso a
quest'ultima ''con tristezza ed affetto'' il suo cordoglio
personale e del Senato. ''Con la sua musica, la
sua voce, la sua mimica - afferma Pera nel messaggio - Giorgio
Gaber ha accompagnato piu' generazioni di italiani e le ha
educate allo spirito civile unito ad un senso di critica ironia.
E' stata una testimonianza alta di impegno e di passione''.
(ANSA).
MV
01-GEN-03 21:19 NNNN

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