Cronaca

Quanto si discute online della terza dose vaccinale

L'analisi ANSA e DataMediaHub

Il 20 settembre è stato il primo giorno per la somministrazione del 'richiamo' alle categorie vulnerabili indicate da una circolare del Ministero della Salute: immunocompromessi, trapiantati, malati oncologici con determinate specificità.
Secondo un sondaggio condotto da SWG nella prima settimana di settembre, l’84% di chi si è vaccinato si sente protetto (somma molto + abbastanza protetto). E, tra coloro che hanno ricevuto almeno la prima dose del vaccino, il 23% vorrebbe fare il prima possibile una terza dose di vaccino e il 61% si dichiara disponibile a fare una terza dose solo se strettamente necessario, mentre il 14% non vorrebbe farla.
Insomma, solamente circa un quarto degli italiani maggiorenni pare disposto ad assumere la terza dose senza condizioni di sorta, mentre quasi due terzi condizionano tale opzione. Per approfondire la questione ANSA e DataMediaHub hanno analizzato le conversazioni online (social + siti di news + blog e forum) sul tema.
Nell’ultima settimana sono state quasi 33mila le citazioni relative alla terza dose, da parte di più di 6mila autori unici, i cui contenuti hanno coinvolto (like + reaction + commenti e condivisioni) oltre 272mila persone.
Un volume di conversazioni che ha generato una portata potenziale (“opportunity to be seen”) di 52,6 miliardi di impression. Portata potenziale che stimiamo ragionevolmente essere pari a 2,6 miliardi di impression, di esposizione a contenuti relativi al tema, al lordo delle duplicazioni.
Se questi sono gli aspetti prettamente quantitativi, è entrando nel dettaglio di quelli qualitativi che l’analisi da noi effettuata fa emergere elementi di particolare interesse.
Il principale elemento emergente è relativo al sentiment, alle emozioni legate all’analisi semantica dei termini utilizzati nell’ambito delle conversazioni relative alla terza dose. Sentiment che risulta in netta prevalenza negativo rispetto a quello positivo, come mostra l’infografica di sintesi dei risultati.
Sentiment, appunto, negativo, a causa di dubbi sulla necessità, o meno, di somministrare la terza dose di vaccino a tutti (cosa che peraltro allo stato attuale non è contemplata), alla decisione della FDA statunitense sul tema, alla mancanza di studi, e naturalmente a generici richiami alla ‘liberà di scelta individuale’.
Aspetti che emergono con chiarezza dalla word cloud dei termini maggiormente ricorrenti con la discussione che si concentra proprio sui questi aspetti, con dissertazioni sul sistema immunitario piuttosto che sui possibili effetti collaterali o sui farmaci immunosoppressori. Solo per citarne alcuni.
A bilanciare il sentiment e i dubbi prevalenti, fortunatamente, ci pensano alcuni organi di informazione i cui post/tweet, compreso quello di ANSA, che risulta essere uno dei quelli che genera il maggior livello di coinvolgimento, forniscono nel complesso un’informazione corretta sul tema.

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