>ANSA-REPORTAGE/ Off limits tesori della Basilica Tolentino

Priore agostinani, 'di questo passo chiusura per altri 10 anni'

(di Gianluigi Basilietti) (ANSA) - TOLENTINO, 18 GEN - "A oltre tre anni dal terremoto non ci sono fondi stanziati e nemmeno un progetto di ristrutturazione. Di questo passo parte del monastero, la biblioteca, il museo, la cripta, la sagrestia monumentale della Basilica di San Nicola rischiano di restare chiusi al pubblico almeno per altri 10 anni". A fare il quadro impietoso in cui versa ancora un'ampia porzione della grande chiesa di Tolentino (Macerata), risalente al XII secolo e di proprietà comunale, è padre Giustino Casciano, priore degli agostiniani che custodiscono e diffondono il messaggio di San Nicola. La navata principale della Basilica è stata da tempo riaperta al culto e la facciata si presenta "incartata" da un telone che ne riproduce l'immagine a grandezza naturale: "per il suo recupero e per quello del cappellone e delle cupole danneggiate - spiega padre Giustino - sono stati stanziati 3 milioni e 800 mila euro, ma purtroppo per il grosso dei danni non è al momento previsto alcun finanziamento". Per far vedere da vicino l'enorme patrimonio storico-artistico-culturale destinato a prendere polvere a lungo, il priore ha permesso all'ANSA di entrare in questo labirinto di stanze che si snodano tra le ceramiche del museo, la preziosa sala degli ex voto e gli oltre 80 mila volumi custoditi sugli scaffali dell'enorme biblioteca. Sale fredde e pareti segnate da squarci, a ricordare di quanto sia stata violenta la grande scossa del 30 ottobre 2016. E se ci fosse bisogno di fissare il giorno in cui tutto crollò ci pensa un calendario appeso a una libreria: è fermo al mese di ottobre 2016. Si trova in una stanza anch'essa inagibile, dove tutto è rimasto così come era la mattina del terremoto. Il viaggio dentro la Basilica "invisibile" passa anche attraverso la cripta sotterranea che custodiva fino a poco tempo fa il corpo di San Nicola che ora, invece, è stato trasferito nella cappella delle Sante Braccia: "almeno così i devoti possono pregarlo da vicino - spiega padre Casciano - anche se la cappella non è del tutto visitabile, perché anch'essa da recuperare". Il priore, arrivato a Tolentino un paio di anni fa, racconta e spiega la centralità del luogo per la cultura della città e dell'intera regione Marche e si rattrista all'idea che tutto questo patrimonio "resterà chiuso al pubblico per anni e anni" e senza giri di parole dice: "Abbiamo bisogno di aiuti, perché siamo davvero in emergenza". "Noi, come Ordine Agostiniano, la nostra parte tenteremo di farla - aggiunge - ma per recuperare tutto servono molti soldi, anche se sarebbe già importante ristrutturare un pezzettino alla volta". Il messaggio che il priore, invece, manda ai cittadini è di "non perdere la speranza", mentre ai governati dice di "semplificare le procedure, un iter burocratico troppo complesso rischia di bloccare tutto per sempre". (ANSA).
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