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ANSA FORUM/Palermo: Miceli,asse M5s-Pd laboratorio per Paese

Candidato c.sinistra, avverto in città paura ritorno mafia

Redazione ANSA PALERMO

(ANSA) - PALERMO, 09 GIU - Palermo come "laboratorio politico per il Paese", perché "l'asse M5s-Pd-Sinistra e movimenti civici, che mi ha scelto come candidato sindaco, è compatto e sono convinto che può essere un modello per le prossime tornate elettorali, penso alle elezioni regionali d'autunno con le primarie alle porte e alle politiche del prossimo anno". Franco Miceli, al Forum ANSA, scommette sul "blocco progressista" lanciando "un Patto per la città" con l'obiettivo "di recuperare lo spirito di unità tra chi governa e i cittadini e per dare una prospettiva di sviluppo rispetto a una coalizione di centrodestra orientata a fare ripiombare Palermo nel passato e portatrice di interessi opposti a quello che ci chiede l'Europa, a partire dalla transizione ecologica".
    Miceli sostiene di avere avvertito, durante la sua campagna elettorale "stradaxstrada", "una sorta di paura da parte della gente, teme il ritorno in città delle vecchie logiche di gestione del potere con annesse infiltrazioni mafiose. L'arresto ieri del candidato di Forza Italia al consiglio comunale Pietro Polizzi è più di un campanello d'allarme". "Ho percepito questa paura in diversi strati della popolazione - dice - Anche nei quartieri popolari c'è il timore che finita la fase di Leoluca Orlando si possa aprire una stagione di ambiguità. Nei prossimi mesi a Palermo arriveranno immense risorse economiche dal Pnrr e dai fondi della nuova programmazione europea e il rischio che la mafia si faccia sotto è concreto". Quindi l'affondo su Roberto Lagalla, candidato sindaco del centrodestra per il sostegno ricevuto da Marcello Dell'Utri e Totò Cuffaro, entrambi condannati per vicende di mafia. "Da parte di Lagalla c'è tanta ambiguità - attacca Miceli - Non ha ancora risposto alle questioni poste da Maria Falcone e dall'arcivescovo Corrado Lorefice, entrambi sono stati chiari: 'State attenti a chi vi mette dentro'. Lagalla non ha mai dato una risposta esauriente, ha solo detto 'chiudo le porte alla mafia'; può pure chiuderle ma se i diavoli sono dentro...". "Ambiguità" che, per il candidato progressista, avranno un peso elettorale nell'ottica di un eventuale "voto disgiunto". Secondo lui "penalizzerà Lagalla. "Alla destra sociale, che crede nella legalità e nella lotta alla mafia, non è piaciuto che il proprio candidato sindaco abbia accettato Dell'Utri come padrino politico". E poi, osserva, "una parte dei voti di quell'area sarà intercettata da Fabrizio Ferrandelli, il candidato di Calenda non lo sa ma lui è il mio grande alleato per battere Lagalla". Riconosce il merito a Leoluca Orlando "di avere trasformato Palermo da capitale della mafia a capitale dell'antimafia, di averla plasmato a città di cultura, di accoglienza, dei diritti e dei valori" anche se "negli ultimi anni sono stati commessi degli errori, già a partire dalla coalizione che lo sostenne nel 2017 con liste omnibus dove c'era di tutto e di più".
    Tra le tre priorità, se dovesse essere eletto sindaco, Miceli indica "il risanamento del bilancio con una legge nazionale per Palermo e un patto con l'Agenzia delle Entrate per recuperare la montagna di crediti esistenti, una grande piano di manutenzione straordinaria e ordinaria della città, un piano di rifiuti con la creazione di centri di raccolta nei quartieri per aumentare la differenziata e la realizzazione del terzo Ponte sul fiume Oreto". (ANSA).
   

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