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Dopo 50 anni tornano a Palermo i Pupi di Giacomo Cuticchio

In mostra a Palermo in via Bara all'Olivella

Redazione ANSA PALERMO

(ANSA) - PALERMO, 10 DIC - E' un racconto nel racconto la storia dei 56 pupi dell'Ottocento che Giacomo Cuticchio, padre di Mimmo, aveva lasciato a Parigi nel 1967 e che adesso, dopo oltre 50 anni, sono tornati a casa, a Palermo. C'è voluta una sapiente opera di restauro e di intenso lavoro, in questi due anni di pandemia, con il supporto di Tania Giordano, costumista e scenografa del Teatro dei Pupi, per riportare 'in vita' Carlo Magno, Orlando e Rinaldo, con Terigi, Gradasso, il Gigante a cui si spacca la faccia, Febore, Salatiello della Libia e lo Spaccato verticale, i tre fratelli Spagnoli, il conte Rampaldo, Gano di Magonza, Aldalabella, il corpo nudo di Ruggiero dell'Aquila Bianca, i maghi Merlino e Malagigi, i diavoli Nacalone e Calcabrino, il cavallo di Orlando e Baiardo il cavallo di Rinaldo, due angeli e tanti altri ancora. "Pupi dispersi. Pupi ritrovati" è la mostra che da martedì prossimo permetterà al pubblico (ingresso gratuito fino al 31 dicembre, catalogo a cura di Elisa Puleo) di ammirarli nello storico laboratorio dei Cuticchio in via Bara all'Olivella. Per lunghi anni, Mimmo Cuticchio ha sperato che quelle 'creature' potessero tornare nella 'loro' casa e così è stato prima del lockdown del 2020. Sembra la trama di un romanzo quella dei pupi tornati nella loro città, che si apre 54 anni fa, quando Giacomo Cuticchio è invitato a Parigi per uno spettacolo all'ambasciata italiana e Mimmo è il suo braccio destro. Nella capitale francese, Giacomo, Mimmo e l'aiutante Giuseppe Arini conoscono Enrico Panunzio, intellettuale pugliese e grande appassionato dell'Opera dei pupi, allora direttore della biblioteca dell'Istituto italiano di cultura, il quale propone a Giacomo di vendere a lui i pupi con i quali aveva realizzato lo spettacolo parigino e di fermarsi per qualche settimana in modo da avviare un teatrino nella sede della Librarie 73, in boulevard Sant Michel. A Parigi, Mimmo dirige il teatrino per alcuni mesi, poi torna in Italia per il servizio di leva. Poi comincia il suo percorso, autonomo dal padre: nel 1971 nasce il gruppo Figli d'Arte Cuticchio. Rientrato a Molfetta (Ba), Panunzio aveva sistemato i pupi all'interno di Torre Pulo. In occasione di qualche tournée, Cuticchio aveva rivisto le sue creature. Ma quando nel 2015 Panunzio muore, i pupi restano ai figli Antoine e Stephanie i quali a un certo punto si sono resi conto che il loro posto era a Palermo. In casa ne hanno alcuni per ricordo.
    "La speranza che i pupi potessero ritornare nel nostro teatrino non mi ha mai abbandonato - dice Mimmo Cuticchio - e così due anni fa i suoi figli, consapevoli che quei pupi erano rimasti inanimati per troppo tempo e che avevano bisogno di mani esperte e amorevoli, decisero che sarebbero tornati a Palermo perché potessero rivivere nel loro luogo naturale: il palcoscenico del teatrino dei pupi. Oggi li guardo - conclude - e non riesco a nascondere la felicità di riaverli con me e anche loro mi sembrano molto compiaciuti di ritrovarsi in teatro, con tanta voglia di raccontarsi". (ANSA).
   

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