Truffa, a indagati reddito cittadinanza

Questore, interesse della mafia in raggiro scoperto a Palermo

"Uomini del disonore, difficile definirli in altro modo. Questa indagine conferma che i mafiosi si appigliano a qualunque cosa, anche speculare sulle mutilazioni della povera gente, per fare profitto". Il questore di Palermo, Renato Cortese, non usa mezzi termini per definire la banda degli spaccaossa nel quartiere palermitano di Brancaccio che truffava, secondo i magistrati della Dda le assicurazioni con la partecipazione della mafia. Per cinque dei fermati è scattata anche una segnalazione all'Inps e alla procura perché alcuni tra i sospettati, di essere i componenti della banda, percepivano il reddito di cittadinanza. Cinque su nove. "Per la prima volta un'indagine conferma l'interessamento diretto di cosa nostra in episodi di truffa", spiega il capo della Squadra mobile di Palermo, Rodolfo Ruperti. In corso le indagini sugli altri nuclei familiari. La squadra mobile ha fatto la segnalazione. Uno degli indagati avrebbe buttato dalla finestra circa 8 mila euro in contanti e carte di credito e prepagate.
   

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