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Tentano di introdurre telefono e droga in carcere a Cagliari

Denuncia Sappe nel giorno della visita della ministra Cartabia

Un arresto per aver tentato di introdurre in carcere droga e un telefono cellulare e il recupero di due involucri con altro stupefacente nel perimetro del carcere. È avvenuto nel penitenziario di Uta (Cagliari) e la notizia è stata diffusa dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe proprio nel giorno della visita della ministra della Giustizia Marta Cartabia. Nel primo episodio sono stati recuperati nel perimetro del carcere due involucri che contenevano complessivamente 150 grammi di marijuana e diversi grammi di cocaina.

 Più grave l'episodio avvenuto ieri sera quasi in concomitanza dell'arrivo della ministra e del capo del Dap, Carlo Renoldi. In particolare controllando un detenuto di rientro in carcere dal suo primo permesso premio, sono stati recuperati dieci involucri che contenevano eroina, cocaina, marijuana e ben 95 grammi di hashish e un telefono cellulare.

"Nonostante la grave carenza di organico presso la Casa Circondariale di Uta il personale di Polizia Penitenziaria continua con grande professionalità investigativa a sventare l'introduzione di droga e telefoni", ha evidenziato il segretario regionale del Sappe, Luca Fais. Per il segretario generale del Sappe Donato Capece, "vanno adottate soluzioni drastiche, come la schermatura delle Sezioni detentive e degli spazi nei quali sono presenti detenuti all'uso dei telefoni cellulari e degli smartphone". Infine secondo il sindacato "è urgente e non più differibile trovare soluzioni al personale di Polizia Penitenziaria che opera, sotto organico e con mille difficoltà, nel carcere di Uta e negli altri istituti di pena sardi".
   

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