Trovate con 20kg di marijuana, arrestate

Siniscola, indagini Carabinieri partite dopo ritrovamento pacco

Nell'azienda e in una delle loro abitazioni a Siniscola nascondevano oltre 20 chili di infiorescenze di marijuana suddivisi in buste termosaldate. Per due donne di 62 e 43 anni, una originaria del Belgio e l'altra di Siniscola, sono scattate le manette nell'operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Siniscola. Ora dovranno rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L'indagine è scattata a seguito del ritrovamento di un pacco che conteneva droga spedito dal Belgio e recapitato con un corriere a un cittadino di Siniscola ignaro dell'arrivo della scatola e del suo contenuto. E' stato, infatti, lo stesso destinatario del plico a rivolgersi ai Carabinieri. Gli accertamenti hanno portato i militari a scoprire l'indirizzo di una società di Siniscola. La perquisizione all'interno della sede dell'azienda e dell'abitazione nella disponibilità delle due donne, ha permesso ai militari di scoprire la droga e tutto il materiale necessario per pesare e confezionare la droga.

LEGALE DONNE, SOSTANZA NON DROGANTE. "Le infiorescenze di cannabis, non di marijuana, detenute dalle mie assistite erano prive di effetti droganti ed erano commercializzate per l'esportazione all'estero nel rispetto delle leggi. Il pacco consegnato erroneamente a un'altra persona arrivava dal Belgio così come i pacchi trovati in azienda a Siniscola dovevano andare in Belgio". Lo dichiara all'ANSA l'avvocato Carlo Alberto Zaina, che con il collega Giancarlo Bomboi difende le due donne arrestate oggi dai Carabinieri della Compagnia di Siniscola con l'accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti. "Sulla base di questi elementi il Gip, nell'udienza di convalida, le ha scarcerare entrambe - prosegue il legale - La donna belga, socia di una società di import export, è stata sottoposta all'obbligo di dimora, mentre la donna di Siniscola, che si trovava in azienda per caso e non lavorava insieme all'altra, ha riacquistato la piena libertà". Secondo l'avvocato "le sostanze che arrivavano e partivano per il Belgio hanno un basso livello di principio attivo (thc, ndr) per cui non sono sostanze droganti, prova ne sia che viaggiavano alla luce del sole con un corriere. Non a caso sono in corso accertamenti tossicologici da parte degli inquirenti sulla natura e sulla tipologia dei prodotti in questione: analisi che certamente smentirà la tesi che ha portato a formulare il reato", conclude.
   

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