Il ruolo del medico ai tempi dell'IA

Incontro a Bari sull'Intelligenza artificiale in medicina

(ANSA) - BARI, 23 SET - Il futuro delle tecnologie non è poi così lontano e fantascientifico. L'Università con il Dipartimento di Informatica si sono confrontati stamattina sull'applicazione dell'Intelligenza Artificiale-IA in sanità. "I saperi devo saper dialogare tra di loro - ha detto il componente del consiglio direttivo dell'Anvur-Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca, Antonio Felice Uricchio, già Rettore dell'Ateneo barese - i processi di innovazione devono precedere le tecnologie che a loro volta devono essere applicate. In sanità il ruolo del medico cambia, ma deve sempre governare la diagnosi e crescere affidandosi sempre più alla rivoluzione tecnologica che già è applicata in chirurgia grazie alla robotica, in radiologia e in molte branche trasversali della sanità". "L'intelligenza artificiale - ha dichiarato il presidente della scuola di Medicina dell'Università di Bari, Loreto Gesualdo - è ormai presente nei protocolli perché si sono sviluppate alcune applicazioni che permettono già di fare diagnosi istologiche e radiologiche, pertanto il futuro è oggi.
    La macchina non sostituirà il medico perché la medicina è umanesimo e scienza, ma permetterà di dedicare più tempo alla comunicazione medico-paziente che si è persa nel tempo. Siamo passati dalla medicina soggettiva alla medicina oggettiva che si basa sulla medicina delle evidenze che ci ha fatto perdere il contatto con il paziente. Ora con la medicina affiancata dall'Intelligenza Artificiale e dalla medicina di precisione il medico recupererà il rapporto con il paziente che deve essere visto come persona non come numero".
    "L'industria locale investe nell'Intelligenza Artificiale - ha concluso il presidente di Confindustria Bari-BAT, Sergio Fontana - occupandosi di protezione dati, innovazione, di database e di Big data, che garantiranno anche nel settore sanitario di salvare informazioni e conoscenze per trasmetterle e riapplicarle attraverso strumentazioni come i robot chirurghi sui quali già si sta lavorando facendo si che il futuro sia nel nostro presente". (ANSA).
   

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