• Covid-19: cig, bonus e sostegni fiscali non bastano a limitare le perdite economiche degli italiani
COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale MariellaColonna Communications

Covid-19: cig, bonus e sostegni fiscali non bastano a limitare le perdite economiche degli italiani

Il report di Confesercenti evidenzia che in Puglia va meglio

MariellaColonna Communications

 

L’emergenza Covid 19 ha messo in ginocchio l’economia italiana e sta seminando - nelle famiglie italiane – considerevoli perdite reddituali nonostante gli aiuti dello Stato. A questo gli italiani hanno reagito con un atteggiamento di grande prudenza alla spesa. 

Il report di Confesercenti redatto sulla base di elaborazioni condotte su dati Istat, Svimez e SWG,  ha evidenziato un dato significativo: ‘a Bari e in Puglia – sottolinea Benny Campobasso presidente di Confesercenti Puglia - le perdite sono inferiori rispetto al resto d’Italia e ammontano a -488 euro a famiglia (-1,8%)’, a fronte di Emilia Romagna che perde in media 2.202 euro di reddito (6,4% del totale annuale), Marche 1.979 euro (-3,8%), Piemonte 1.619 euro (-5,3%) e Valle d’Aosta 1.658 euro (-5,1%), Liguria 897 euro (-2,8%).  L’analisi calcola che alla fine dell’anno le famiglie si troveranno a perdere ciascuna in media 1.257 euro per un totale di 32 miliardi di euro di reddito bruciati dall’emergenza sanitaria e dal conseguente rallentamento economico.  Le categorie maggiormente a  rischio sono i lavoratori autonomi e i dipendenti privati che registrano cali  rispettivamente del 13% (-40 miliardi) e dell’11% (-62 miliardi), per una perdita totale di oltre 100 miliardi di euro.

Sebbene ancora una volta abbiamo dimostrato di essere un popolo di formiche – aggiunge Campobasso – che con il risparmio, nella maggior parte dei casi, ha saputo reggere all’ondata emergenziale, ciò che preoccupa maggiormente non è tanto l’indice di mortalità delle imprese quanto il drastico calo della natalità delle stesse che evidenzia un sentimento sostanzialmente nuovo anche per un periodo di crisi: il timore di aprire un’attività commerciale per paura di impattare in un altro periodo di chiusura forzata. E certamente non incoraggia il perdurare dello smartworking che ha radicalmente cambiato le abitudini dei pugliesi. La speranza è uscirne al più presto con l’annunciata e auspicata riforma fiscale ed il giusto e corretto utilizzo delle risorse del recovery fund’.

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