COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale FROOG SRL

WELFARE IN AZIENDA, TECNEST PUNTA SULLE DONNE

FROOG SRL

Una grandissima flessibilità nei confronti del mondo femminile. È ciò che contraddistingue Tecnest, l’azienda tecnologica che occupa, fra le sue sedi di Udine e Milano, 15 donne su circa 60 collaboratori totali. “Sin dalla sua fondazione –sottolinea Fabio Pettarin, presidente di Tecnest  abbiamo posto l’attenzione ed attuato politiche di gestione delle risorse umane in ottica di genere; tra queste la conciliazione dei tempi, l’equilibrio di genere nell’assetto organizzativo e di crescita professionale, l’attenzione e la rimozione di eventuali disparità nei livelli retributivi. Tra le soluzioni di welfare aziendale, ai primi posti si collocano azioni e percorsi per agevolare il rientro delle neo-madri, l’accoglienza dei figli in azienda, la flessibilità di orario e da diversi anni, ma soprattutto in questo ultimo periodo legato al Covid-19, la possibilità di lavorare in smart working”. Un’azienda caratterizzata da un bassissimo turn-over della presenza femminile: in Tecnest le donne stanno bene ed hanno l’opportunità di assumere ruoli di responsabilità, riuscendo a dimostrare la loro professionalità, in un settore, quello tecnologico, di solito a prevalenza maschile. Questo anche grazie ad un ambiente e ad un welfare aziendale che ha saputo, negli anni, comprendere le loro esigenze diventando sempre più smart.’Le donne infatti dimostrano attaccamento all’azienda – spiega Pettarin – con il loro impegno e dedizione. La flessibilità aziendale nei confronti delle esigenze familiari femminili, ha rappresentato, per le dipendenti Tecnest, un importante punto di forza favorendone produttività e crescita personale. Laddove lo Stato non interviene con politiche sue proprie per agevolare la famiglia, sono le aziende a doversi sobbarcare l’onere del carico sociale che, spesso, è in capo alle donne. Molte delle quali, anche e soprattutto, lavoratrici’.

 

 

Le testimonianze

 

Barbara Pittini, 44 anni, responsabile di business unit, ingegnere gestionale: ‘Amo il mio lavoro e la sua dinamicità. Mi consente di portare avanti progetti in completa autonomia. Mi sono sempre sentita apprezzata per le mie capacità e le mie competenze. Ho respirato fin dal primo momento fiducia nei miei confronti: questo è fondamentale. Appena entrata in azienda ero l’unica donna della mia area; adesso la business unit è “rosa” per metà. Ho avuto la fortuna di poter vivere la sfida di un percorso di crescita articolato, ancora in divenire: dai progetti, ai clienti, alle persone, in uno sforzo comune affinché si possa lavorare nel migliore dei modi. Fondamentale è stato da sempre il supporto ricevuto da mio marito e dai miei familiari. L’ambiente e l’imprinting della direzione hanno contribuito a creare un clima di collaborazione e non di rivalità. Penso che uno dei fattori di successo interni a Tecnest sia uno spiccato welfare aziendale. Come donna ho apprezzato la flessibilità concessa e l’attenzione verso le esigenze femminili. Concludo con uno slogan che appare attualissimo, ma che per noi è realtà già da anni… Tecnest è smart da molto prima del Covid’. 

 

Ljiljana Banovic, 55 anni, ingegnere elettronico: ‘Sono in Tecnest fin quasi dalla sua nascita. E devo dire che non ho mai pensato di andarmene da un’azienda che ha sempre creduto in me, e per la quale ho cercato di dare il massimo. Ho avuto due figli, quindi, una famiglia da gestire: e abbiamo sempre trovato una soluzione per la compatibilità di ogni esigenza. In Tecnest, Sin dal mio arrivo, ho trovato una seconda famiglia e qui sono cresciuta a livello personale e professionale”. 

 

Sara Mion, 26 anni, ingegnere informatico gestionale: ‘Mi sto affacciando al mondo della delivery dopo un anno formativo, specifico sul mondo APS, all’interno del Competence Center. Ho scritto una tesi sulla ottimizzazione del piano aggregato di produzione, con l’obiettivo di trasformarlo un algoritmo in azienda. Sono orgogliosa dei ritorni positivi che i clienti mi danno. Diciamo che, ci tengo che il cliente sia soddisfatto. Cerco di andare oltre la semplice richiesta guardando al contesto generale in un’ottica di miglioramento continuo. Non ho ancora una famiglia, ma vorrei costruirmela, con il tempo. Lo stipendio non è una priorità. Diciamo che l’equilibrio è, a mio avviso, un connubio fra le diverse variabili della vita: lavoro, affetti, e tutto il resto’.

 

Alessia Parussini, 46 anni, laureata in scienze informatiche, nel gruppo degli sviluppatori software in Tecnest: ‘In azienda ho ottenuto un bel compromesso. Negli anni mi sono sposata ed ho avuto tre figli, c’è stata sempre una profonda attenzione per le mie esigenze familiari e questo ha comportato il fatto che sia rimasta fedele a Tecnest, capace di farmi conciliare lavoro e famiglia. Per me questo è stato indispensabile. Ho potuto lavorare da casa ancor prima del Covid, con un ottimo grado di autonomia concessomi’. 

 

Erika Zanon, 29 anni, laurea in comunicazione, marketing manager: ‘Tutte noi, me compresa, viviamo un contesto lavorativo con un altissimo grado di indipendenza. Vengono dati obiettivi da raggiungere e su quelli ci si impegna. Fra colleghe il rapporto è ottimo. Non ci sono rivalità: vige il buon senso e la pragmaticità. Si parla di soluzioni anche grazie ad un modello organizzativo basato sull’autonomia e sui risultati. Le differenze di genere? Non le conosco. In Tecnest si lavora sodo per far andare bene le cose a prescindere. Donne e tecnologia sono un binomio vincente, soprattutto per le donne “Millennials” come me che con la tecnologia ci sono cresciute cominciando, negli anni Novanta, con i vecchi Commodore 64. Un binomio che in passato o per lo meno, fino a poco tempo fa, non si era visto così di frequente”. 

 

Stefania Della Savia, 46 anni, laureata in matematica, analista programmatore: ‘Faccio ‘smart working’ per Tecnest, ormai da anni. Ho avuto problemi familiari legati alla salute dei miei cari e non è stato facile. La vita è anche questo e l’azienda mi è venuta incontro quanto e come poteva, sempre. In Italia, purtroppo non c’è una politica per le famiglie. Spesso e volentieri le aziende devono sostituirsi alla rete che i nostri servizi statali, quelli per cui paghiamo le tasse, dovrebbero creare. Per una donna, come me, senza una famiglia di origine che la supporta, poter lavorare in modo flessibile è l’unica soluzione. Le istituzioni mancano da questo punto di vista. E noi donne siamo obbligate a seguire la famiglia, lavorare, senza permetterci altro. Suono il basso elettrico, è una mia passione, ma posso farlo perchè tutto il resto me lo consente. Vale sempre la pena fare qualcosa che ci consenta di essere felici.

 

Milena Conchione, 22 anni, ragioniera: ‘Ho deciso di lavorare subito dopo il diploma. In Tecnest ho trovato il luogo adatto a realizzarmi. Vorrei conciliare il lavoro e i miei interessi con la prospettiva, un domani di una famiglia: questo è un ambiente ideale, perché coniuga la possibilità di realizzarsi professionalmente con le esigenze personali, senza dimenticarsi del benessere sul posto di lavoro. Sono molto riconoscente a Tecnest, per la fiducia che mi ha dato. 

 

Pamela Zorzutti, 31 anni, impegnata nella fatturazione elettronica: ‘Il lavoro, in molte occasioni di vita, ha rappresentato il mio rifugio. Ho dovuto affrontare periodi difficili, e Tecnest, con flessibilità, mi ha consentito di farvi fronte. Qui si ha un’opportunità concreta di crescita sia dal punto personale, sia dal punto di vista delle skills professionali. E’ una buona occasione per dimostrare chi si è, quanto si vale, professionalmente parlando. Un ambiente in cui crescere, molto coeso. Si lavora tutti per lo stesso obiettivo, con gli occhi puntati sul risultato finale’.

Archiviato in


Modifica consenso Cookie