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L’Associazione Nazionale Tributaristi Lapet si riunisce e conferma Presidente Roberto Falcone

Il 25 novembre 2020 si è tenuta in streaming l’assemblea nazionale per il rinnovo delle cariche associative della Lapet. Gli associati, con una grande partecipazione al voto, hanno confermato Roberto Falcone presidente nazionale per il quadriennio 2020-2024. Con lui i sei consiglieri di nomina presidenziale: Giovanna Restucci, Antonio Amendola, Marco Del Giudice, Elisabetta Tinelli e Carlo Vannini. Tra i consiglieri eletti viene confermata in carica Elisa Artosi ed entrano in consiglio Luigi Covelli e Roberto Vettoretto. Eletti revisori dei conti gli associati Lucrezia Tarantino, Giuseppe Siragusa e Carla Delfino, mentre al collegio dei probiviri sono stati eletti Alessandro Tatone, Antonella Girardi, Giancarlo Puddu, Carmela Angela Pirri e Gianni Martignoni.

“La lista unica a sostegno della candidatura del presidente uscente è stato un segnale inequivocabile da parte degli associati, di unità e coesione in un momento particolarmente difficile, e di stimolo al nuovo consiglio di proseguire sul percorso già avviato” commenta Falcone.

La prossima consiliatura sarà, dunque, impegnata a stimolare il decisore politico a realizzare una più equa redistribuzione del carico fiscale, secondo il principio ‘pagare tutti per pagare meno’; a semplificare e sburocratizzare le procedure fiscali; ad eliminare le rendite di posizione tramite la rimozione delle riserve, che sono ormai superate dal diritto comunitario soprattutto dopo l’introduzione del test di proporzionalità; infine a creare un rapporto paritario tra amministrazione finanziaria e contribuenti, come richiesto dallo statuto del contribuente.

Proprio quest’ultima norma sarà oggetto di un impegno preciso da parte del direttivo, che lavorerà per elevare lo statuto al rango di legge costituzionale, al fine di migliorare la qualità della legislazione fiscale italiana, ormai divenuta ossessiva e compulsiva, e nella quale si pretende di fare entrare tra le fonti del diritto anche i comunicati stampa. Il nuovo consiglio sarà impegnato a divulgare ed affermare la centralità della legge 4/2013, che da ormai otto anni disegna un sistema duale nell’esercizio delle professioni: da un lato si collocano quelle rappresentate nel sistema ordinistico, mentre dall’altro lato e con pari dignità si trovano quelle organizzate in associazioni.

Il Direttivo lavorerà affinché vengano mantenute le competenze acquisite dalla categoria e, soprattutto, affinché ne vengano conquistate di nuove. Il pressing, come anticipato, sarà focalizzato su una maggiore tutela previdenziale, sulla rimozione delle riserve e, in particolare, sull’abilitazione ad apporre il visto di conformità e sull’attribuzione del patrocinio tributario. Quest’ultimo obiettivo è parte di un più generale contributo che la Lapet sta apportando alla riforma del contenzioso tributario, grazie alla posizione di osservatore privilegiato che le deriva dall’essere parte del forum sulla giustizia tributaria telematica.

Hanno iniziato l’iter legislativo ben cinque iniziative, una di origine governativa recante delega al governo per la riforma della giustizia tributaria, e quattro d’iniziativa parlamentare, tutte all’esame della Commissione finanze e tesoro del Senato, presieduta dal senatore D’Alfonso. Proprio il presidente D’Alfonso ha accolto con favore le proposte della Lapet e ne ha chiesto la fattiva collaborazione per realizzare il progetto di riforma del contenzioso tributario.

La riforma dovrà realizzare l’equo processo tributario, che non può prescindere da una magistratura terza ed imparziale. Per questo, a differenza del sistema attuale, i giudici tributari dovranno essere togati, reclutati tramite concorso per esami e adeguatamente remunerati. Al termine della diretta facebook della sera che ha commentato i risultati dell’assemblea, il presidente Falcone ha voluto augurare buon lavoro a tutti gli associati citando Van Gogh: “I pescatori sanno che il mare è pericoloso e la tempesta terribile, ma non hanno mai trovato questi pericoli, una ragione sufficiente per restare a riva”.

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