8 marzo: polizia e Croce Rossa Asti insieme contro violenza

Protocollo d'intesa punta a cambiare gli autori delle violenze

(ANSA) - TORINO, 08 MAR - Nel 2020 sono stati trenta i casi di codice rosso nell'Astigiano, complice anche il lockdown e la situazione pandemica. Sono state soprattutto le donne ultra 65enni a chiedere aiuto. I dati sono stati resi noti in occasione del protocollo d'intesa tra la Questura di Asti e la Croce Rossa con il centro antiviolenza L'Orecchio di Venere, promotore e gestore del Progetto Umano. Quest'ultimo fa parte delle iniziative della Campagna permanente contro la violenza di genere indetta dal Ministero dell'Interno - Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato "Questo Non E' Amore" in materia di stalking e violenza domestica.
    "Oggi, 8 marzo, è una giornata particolare e vogliamo sottolineare un tema che come Polizia ci sta a cuore, che è quello della violenza sulle donne - dice il questore di Asti, Sebastiano Salvo -. È fondamentale prestare assistenza e ascolto alle donne vittime, ma la medaglia ha due facce, quella di guardare anche all'uomo, saremmo miopi a non farlo".
    Grazie alla convenzione, la Questura inviterà i destinatari di ammonimento per stalking/violenza domestica a contattare gli organizzatori del Progetto Umano - attuato dall'Orecchio di Venere in costante sinergia con la Divisione Polizia Anticrimine e la Squadra Mobile della questura di Asti - al fine di indurre riflessione e cambiamenti dei responsabili di comportamenti violenti. "Abbiamo iniziato la strada per dare un futuro alle donne, attraverso l'Orecchio di Venere con ottimi risultati e la rete con la Polizia ci permetterà di poter affrontare una platea di persone più ampia", conclude il presidente della Croce Rossa di Asti, Stefano Robino. (ANSA).
   

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