Orti e frutteti in città, la 'rivoluzione' del cibo

Carolyn Steel, la madre della sitopia, ospite dei Food Talks

(ANSA) - TORINO, 29 SET - Orti e frutteti comunitari nei quartieri delle città più densamente popolati, ortaggi coltivati sui balconi di casa. Passa (anche) da queste piccole 'rivoluzioni' la strada per ridare il giusto valore al cibo. Se ne fa portavoce la londinese Carolyn Steel, architetto, accademica e autrice di libri, ultimo dei quali "Hungry City. How Food Shapes Our Lives". Sarà ospite, venerdì 9 ottobre alle 18, di uno dei Food Talks, nuovo format dell'edizione 2020 di Terra Madre Salone del Gusto: 10 minuti in cui "scrittori, economist, filosofi, ecologisti, antropologi, cuochi parlano davanti alla camera, dipingendo un quadro collettivo del futuro che vogliamo".
    Carolyn Steel partirà dalla parola sitopia, il neologismo che ha coniato, dal greco sitos (cibo) e topos (luogo). "Il cibo - spiega l'autrice - plasma le nostre vite, influisce sulle nostre menti, sul corpo, sulle case che abitiamo, influenza le nostre abitudini, determina gli spazi. In questo momento però stiamo vivendo in una sitopia negativa: pur vivendo in un mondo plasmato dal cibo, non diamo il giusto valore alla materia prima: basta guardare al rapporto tra città e campagna, spesso i paesaggi che assicurano la nutrizione sono distanti centinaia se non migliaia di chilometri da dove vengono consumati i prodotti". E allora la rotta va corretta, "massimizzando - prosegue Carolyn Steel - le connessioni tra i contesti urbani e quelli rurali, a livelli diversi: nelle città dovrebbe arrivare più cibo prodotto localmente, occorrono più forti e frutteti ne quartieri e, a livello individuale, semplicemente coltivando ortaggi sul balcone di casa, come faccio a Londra, dove vivo".
    Insomma, ripensare alle città, partendo dal cibo, come recita il titolo del food talk con l'accademica londinese. Altri ospiti dei '10 minuti davanti alla camera' saranno Fritjof Capra, fisico e saggista austriaco, che illustrerà l'analisi sistemica della pandemia di Coronavirus come risposta biologica di Gaia (come è chiamata la Terra secondo la teoria che lo considera un unico essere vivente) all'emergenza ecologica e sociale; Sarah Frazee, direttrice di Meat Natually Africa, un'impresa sociale che danni promuove un modello di allevamento sostenibile; Nelly Torres Benavides, attivista ecuadoriana impegnata nella difesa dell'ambiente marino e dell'ecosistema delle mangrovie; Anthony Myint, ristoratore, chef, attivista, autore e consulente americano che vive in California. (ANSA).
   

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