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Polonia: beatificate dieci suore, vittime dell'Armata Rossa

La celebrazione a Wroclaw presieduta dal card. Semeraro

(ANSA) - CITTÀ DEL VATICANO, 12 GIU - Si prendevano cura degli anziani, dei malati e dei bambini. Fedeli al voto di castità e alla loro vocazione sono state uccide dai soldati dell'Armata Rossa nel 1945. La beatificazione di dieci suore elisabettiane ha avuto luogo ieri nella Cattedrale di Wrocław.
    La celebrazione è stata presieduta dal card. Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi che ha paragonato questo martirio alla situazione attuale in Ucraina.
    "Tutta la vita di queste suore è stato un vero dono di sé a servizio degli ammalati, dei piccoli, dei poveri e di coloro che avevano più bisogno. Il loro amore disinteressato è stato eroico al punto che decisero di non fuggire davanti all'approssimarsi dell'Armata Rossa a cavallo degli anni 1944-45. E ciò nonostante le notizie sulla brutalità e crudeltà commesse dai soldati sugli abitanti della Prussia Orientale", ha affermato nell'omelia il card. Semeraro. Per il Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi il martirio delle dieci suore elisabettiane fa venire in mente la violenza, la crudeltà e l'odio che ora colpiscono l'Ucraina. Nell'omelia ha fatto notare che i gesti di amore disinteressato e di sollecitudine per il prossimo costruiscono la pace e sono una risposta alla violenza che si manifesta davanti alla guerra.
    Di fronte ai conflitti militari in corso, il presule ha invitato alla preghiera: "Domandiamo al Signore per loro intercessione che nel mondo non manchi più il rispetto per le donne, che ci sia uguaglianza nella dignità dell'uomo e della donna e per la tutela della maternità. Affidiamo loro in particolare il popolo ucraino, i migranti e il nostro desiderio di pace", ha affermato nell'omelia.
    Semeraro ha anche richiamato le parole di Papa Francesco nelle ha ringraziato i polacchi che per primi hanno sostenuto l'Ucraina, "aprendo le proprie frontiere, il proprio cuore e le proprie case per gli ucraini in fuga dalla guerra". (ANSA).
   

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