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Chiesa: innovazione e sostenibilità per l'edilizia di culto

Koiné lancia due bandi per i professionisti del settore

(ANSA) - CITTÀ DEL VATICANO, 14 NOV - Innovazione e sostenibilità: sono le due chiavi di crescita dell'edilizia di culto, un settore in trasformazione e che riscuote sempre più interesse anche in vista del Giubileo del 2025. Il tema sarà presentato a Koinè, la XX International Exhibition for the Religious World, organizzata dal gruppo Ieg. Dal 13 al 15 febbraio 2023, il quartiere fieristico di Vicenza ospiterà infatti i massimi esperti del settore dell'edilizia di culto, per tre giornate di studio. Guidati dalle linee del Dicastero Pontificio per la Cultura e l'Educazione e dall'Ufficio Nazionale per i Beni Culturali e l'Edilizia di Culto della Conferenza Episcopale Italiana, in collaborazione con il Politecnico di Torino, gli Ordini degli Architetti e Ingegneri e il Collegio dei Geometri, le aziende e i professionisti del settore presenteranno idee, progetti, soluzioni e casi di successo.
    Dalla green economy al rebuilding, riuso e rigenerazione dei beni culturali ecclesiastici, dalla nuove linee di progettazione alle novità nelle norme tecniche per le costruzioni, diversi saranno i temi di interesse trattati. Con un'attenzione anche al profilo economico, ad esempio i fondi europei e bandi regionali, il foundraising e il crowdfunding.
    Gli spazi esterni delle chiese, come i sagrati, sono poi diventati essenziali, quando è stato possibile sfruttarli, durante l'emergenza sanitaria legata al Covid per ridurre il rischio di contagi e rendere possibile il distanziamento.
    Allestiti e utilizzati in emergenza, ora questi spazi vanno ripensati non più in un'ottica di 'precarietà', ma di 'ordinaria stabilità'. Sfruttandoli non solo come luoghi di aggregazione, ma anche come luoghi in cui avvengono le celebrazioni liturgiche. Per questo Koinè Ricerca ha lanciato anche due bandi: il primo è rivolto a tutti i professionisti in grado di avanzare proposte che valorizzino le peculiarità delle aree esterne in ottica di ordinaria stabilità per la vita delle comunità, recuperando la dimensione devozionale di tali spazi mettendola in connessione con quella liturgica. Un altro focus riguarda invece col secondo bando gli spazi liturgici cosiddetti "minori" delle chiese, come quelli di devozione dedicati alla Madonna o al santo patrono. (ANSA).
   

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