Nazione

Stati Uniti

39 41 33

Cina

38 32 18

Giappone

27 14 17
Nazione

Regno Unito

22 21 22

ROC

20 28 23

Australia

17 7 22
Nazione

Paesi Bassi

10 12 14

Francia

10 12 11

Germania

10 11 16
Nazione

Italia

10 10 20

Canada

7 6 11

Brasile

7 6 8
Nazione

Nuova Zelanda

7 6 7

Cuba

7 3 5

Ungheria

6 7 7

Dressel o Warholm, ma il re dei vincenti è Jacobs

Tra i migliori anche Ganna, Tamberi e il Team Usa donne di basket

Redazione ANSA

MARCELL JACOBS. Sul gradino più alto del "podio dei podi" delle Olimpiadi di Tokyo 2020 non può che esserci lui. Lo sprinter italiano, medaglia d'oro nei 100 metri e nella 4x100, è e sarà per sempre il volto e il corpo dei primi Giochi a Cinque cerchi che si sono disputati in un anno dispari. E' stata un'edizione olimpica trionfale per l'Italia, che ha corso più veloce di tutti con Jacobs e con gli altri tre eroi della 4X100 (LORENZO PATTA, FAUSTO DESALU e FILIPPO TORTU) e ha saltato più in alto di tutti con GIANMARCO TAMBERI, vincitore dell'oro ex aequo con il suo amico del Qatar, MUTAZ BARSHIM. Ma gli azzurri sono stati i più bravi anche nella marcia, con gli ori nelle 20 km di MASSIMO STANO e ANTONELLA PALMISANO, due atleti che hanno portato la Puglia sul tetto del mondo.

Nell'atletica ha vinto sicuramente anche la pista dello Stadio Olimpico, prodotta dalla ditta italiana della Mondo, che ha fatto volare il norvegese KARSTEN WARHOLM, primo uomo ad abbatte il muro dei 46 secondi (45''94) nei 400 ostacoli. E nella stessa distanza l'americana SYDNEY McLAUGHLIN ha fermato il cronometro sul tempo di 51''46, nuovo primato mondiale. Poi la statunitense ha aperto la 4x400 a stelle e strisce medaglia d'oro: in quella staffetta c'era anche ALYSSON FELIX, che così, dopo il bronzo nei 400 piani, ha concluso la sua fantastica carriera con undici podi ai Giochi superando anche un mito come Carl Lewis e diventando l'atleta Usa ad aver vinto più medaglie nella storia della pista. Nella piscina del Tokyo Acquatics Centre, il migliore invece è stato senza alcun dubbio il fenomeno Usa CAELEB DRESSEL, che ha salutato Tokyo con cinque medaglie d'oro (tre individuali e due con le staffette). Straordinaria anche l'Olimpiade delle nuotatrici australiane EMMA McKEON (quattro ori e tre bronzi) e ARIARNE TITMUS (due ori, un argento e un bronzo).

Ma sul podio dei migliori c'è spazio anche per un altro nuotatore, GREGORIO PALTRINIERI, vincitore soprattutto sulla mononucleosi che, a poche settimane dall'accensione del braciere olimpico, sembrava dovesse pregiudicare la sua seconda Olimpiade. E, invece, da grande campione, l'azzurro è comunque riuscito a portarsi a casa un argento (negli 800 stile libero, in piscina) e un bronzo (nella 10 km di fondo, nelle acque libere). Vincente a 14 anni, la cinese HONGCHAN QUAN, capace di prendere anche due 10 nella prova di tuffi dalla piattaforma dai 10 metri. Un passaggio di testimone (simbolico, non quello della staffetta) 'made in Japan' c'è stato nella ginnastica, dove il 19enne DAIKI HASHIMOTO ha vinto la medaglia d'oro nella sbarra, rendendo meno amara l'ultima, deludente prova della leggenda Kohei Uchimura.

Tra i vincenti delle Olimpiadi giapponesi entra di diritto anche FILIPPO GANNA, perché dopo una cronometro su strada non all'altezza delle aspettative, è stato il trascinatore di un altro quartetto azzurro d'oro, quello dell'inseguimento di ciclismo su pista, completato da SIMONE CONSONNI, FRANCESCO LAMON e JONATHAN MILAN. In uno sport di squadra come il basket ha praticamente vinto da solo KEVIN DURANT: nel torneo di basket maschile l'asso Nba ha condotto gli Stati Uniti all'oro più scontato, ma per farlo c'è voluta tutta la classe di KD, al suo terzo successo olimpico. Ancora meglio di lui due giocatrici del Team Usa di basket femminile: SUE BIRD e DIANA TAURASI, giunte insieme alla quinta medaglia d'oro (per le americane, nel basket femminile, le vittorie consecutive sono arrivate a sette). E in un altro sport di squadra, il calcio, che alle Olimpiadi non avrà certo il fascino dei mondiali, le medaglia d'oro l'ha vinta il Brasile di DANI ALVES, uno che aveva già vinto tantissimo e che, a 38 anni, ha voluto con tutte le sue forze essere il capitano dei verdeoro.

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