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Recovery Fund: Amendola, a rischio per i veti incrociati

Scontro tra Visegrad e i frugali, Germania trovi una mediazione

29 settembre, 15:57
(ANSA) - ROMA, 29 SET - Sul Recovery Fund "si è aperto però uno scontro tra Paesi di Visegrad come la Polonia e l'Ungheria che non vogliono interferenze o condizionalità sullo Stato di diritto, e i cosiddetti 'frugali' che spingono perché lo stato di diritto sia irrinunciabile per accedere ai fondi. L'Italia ha detto la sua: l'articolo 7 e le procedure sullo Stato di diritto sono fondamentali. La Germania ha un ruolo determinante in questo, sta lavorando ad una mediazione. Al contempo bisogna negoziare con il Parlamento Ue". Intervistato da Repubblica, il ministro per gli Affari europei Enzo Amendola avverte: "Rischiamo di finire in una strettoia che allunga i tempi del Recovery". "Se la discussione continua così, con questi toni e con minacce di veto - dal mio punto di vista al di fuori della logica comunitaria - si potrebbe bloccare tutto", rimarca Amendola. "La Presidenza tedesca deve portare a casa questa mediazione".

Sui migranti, "un accordo serio chiuderebbe 10 anni di debolezze europee. In pochi mesi metteremmo in soffitta l'austerity e la mancanza di solidarietà che sono stati la causa del populismo e di molti problemi di politica interna, afferma Amendola. "Ovvio che sarà un accordo complicato. La bozza della Commissione comunque è importante perché apre finalmente un negoziato, anche se c'è ancora molto lavoro da fare". In merito alla Cina e al 5G, "dobbiamo recuperare anni in cui non c'è stata reciprocità tra Cina ed Europa su elementi come il commercio e gli standard di diritto internazionale. Sulle infrastrutture tecnologiche abbiamo fatto finta che non esistesse un problema di sicurezza, dice Amendola. "Non è solo una questione di competizione commerciale: la gestione dei dati che viaggiano in queste infrastrutture deve avere un requisito di sicurezza, perché in esse c'è la proprietà intellettuale e soprattutto i dati personali degli italiani e degli europei".

(ANSA).

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