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Nelle Marche 600 tra fusioni e acquisizioni tra 2000 e 2021

Report Fond. Merloni, Univpm, Altovalore

Redazione ANSA ANCONA

(ANSA) - ANCONA, 20 GEN - Nelle Marche fra il 2000 e il 2021 sono state realizzate oltre 600 operazioni di finanza straordinaria fra acquisizioni e fusioni, offerte pubbliche iniziali, accordi di private equity e di venture capital (circa l'1,4% del totale delle operazioni concluse da almeno un'impresa italiana). La maggior parte delle operazioni di finanza straordinaria ha riguardato imprese marchigiane con sede nelle province di Ancona e Pesaro Urbino. Lo si legge nel report "Fusioni e acquisizioni di imprese in Italia e nelle Marche - tendenze, opportunità e questioni aperte" che si è svolto oggi presso il Contamination Lab dell'Università Politecnica delle Marche ad Ancona, organizzato dalla Fondazione Aristide Merloni in collaborazione con Univpm e la società Alto valore. Un focus, in particolare, su acquisizioni di aziende estere nelle Marche e viceversa. Il maggior numero di acquisizioni da parte di società estere è stato registrato nel periodo dal 2005 al 2014 (46) in corrispondenza della crisi finanziaria del 2008-2009 e della successiva crisi economica interna. "Tuttavia si osserva una maggiore frequenza nel 2014 (24% sul totale delle acquisizioni analizzate, 20), ciò mostra che le imprese tendono a realizzare operazioni di fusione e acquisizione non nell'immediatezza di una crisi, bensì negli anni successivi. Dunque, può essere considerato una risposta a periodi di crisi" riferisce il report. In molti casi il proprietario dell'impresa marchigiana acquisita mantiene una quota di minoranza nell'impresa ceduta: "Questo facilita il passaggio dell'impresa, garantisce maggiore continuità del business e contribuisce a mantenere il legame con il territorio. La maggior parte delle imprese marchigiane acquisite ha continuato a operare nel contesto regionale dopo l'operazione di acquisizione incrementando il valore della produzione e gli occupati", si evidenzia. In oltre la metà delle acquisizioni considerate, la società acquirente ha sede in Europa: Francia, Paesi Bassi, Spagna e Germania. Seguono Cina e Usa. Al contrario, le società estere acquisite da imprese marchigiane sono state 28 fra il 1999 e il 2021. Nel periodo dal 2015 al 2019 si registra il maggior numero di acquisizioni all'estero, 10. Negli anni 2020 e 2021 si è registrato un numero significativo di acquisizioni all'estero, 4, soprattutto, in considerazione della situazione di incertezza e di crisi economica conseguente all'emergenza sanitaria da Covid-19. Ad esempio Teamsystem, che nel 2021 ha acquisito due imprese con sede in Spagna. Circa il 64% delle imprese estere acquisite da imprese marchigiane ha sede in Europa (Germania, Spagna e Paesi Bassi), seguono l'America del Nord (Canada e Usa) e Asia. "Si osserva la tendenza da parte delle imprese marchigiane ad acquisire all'estero società che operano nello stesso settore di attività o in settori affini. In tal modo l'impresa marchigiana può implementare le proprie competenze e tecnologie entrando in modo diretto in un altro mercato geografico", conclude il report. (ANSA).
   

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