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Turone, Gigi Riva, Mazzone, boom per i docu sul calcio

Dopo l'exploit del film su Totti è un genere ormai affermato

   In principio fu Totti, il Pupone idolo delle folle raccontato da lui stesso, gioie e dolori (ben prima della clamorosa separazione con Ilary Blasi): Mi chiamo Francesco Totti, un documentario di Alex Infascelli con l'ultimo re di Roma a rappresentare se stesso, dai primi calci alla Fortitudo a Porta Metronia all'addio da gladiatore con il cuore a pezzi. Poi nel gruppo il film su Pablito Rossi, quello su Alex Del Piero, quello di Emir Kusturica su Maradona e di Alex de la Iglesia sulla 'pulce' Messi, un vero e proprio sottogenere alimentato dalla voglia di curiosità dei tifosi e degli spettatori di conoscere l'uomo dietro il calciatore. Un filone di successo e ora ne arrivano altri esempi.
    ER GOL DE TURONE ERA BONO di Francesco Miccichè e Lorenzo Rossi Espagnet, in anteprima domenica 23 ottobre alla Festa del Cinema di Roma e come evento speciale al cinema dal 24 al 27 ottobre con Altre Storie, mette il dito nella piaga dei giallorossi da quel 10 maggio 1981 al comunale di Torino quando per l'annullamento del gol di testa dell'attaccante romanista la squadra perde lo scudetto con la Juve, uno degli episodi sportivi più discussi di sempre, una ferita ancora oggi dopo oltre 40 anni. Roma e non solo in COME UN PADRE il docufilm, girato da Alessio Di Cosimo e prodotto da 102 Distribution, dedicato a Carlo Mazzone (prossimamente su Prime Video). Romano e romanista, sor Carletto, 85 anni è stato un grande allenatore: ha guidato 12 squadre con una passione unica e proverbiale, ironico e autoironico, con il dialetto romanesco sempre a sfuggire, ha legato la carriera alla Roma e soprattutto all'Ascoli ma è la sua cifra di buon padre al centro del film.
    NEL NOSTRO CIELO UN ROMBO DI TUONO di Riccardo Milani (una produzione Wildside e Vision in collaborazione con Sky) dal 7 novembre al cinema, è l'atteso omaggio ad un calciatore che ha segnato un'epoca e generazioni di tifosi: Gigi Riva, 77 anni, un uomo e un campione il cui rigore morale ed etico è sopra a tutto. E' un film senza attori, senza voci narranti: dentro c'è lui con le sue verità, i suoi ex compagni di squadra del Cagliari dello scudetto del 1970 e la gente di Sardegna che ne ha fatto da sempre un idolo e un esempio. (ANSA).
   

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