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Teatro: moglie Strehler,con mamma alle prove tornava ragazzo

Ovadia, regista mi lodò, Milano si è raffreddata quando è morto

(ANSA) - TRIESTE, 26 OTT - "La mamma di Giorgio portava da mangiare a suo figlio durante le prove. Lui così tornava ragazzo". Un aneddoto dei tanti raccontati da Andrea Jonasson, attrice e vedova del grande regista triestino Giorgio Strehler.
    L'occasione è stata una serata al teatro Rossetti di Trieste - dov'è in allestimento una mostra del teatro e del Comune di Trieste con documenti d'epoca e marionette di Vittorio Podrecca, impresario e regista, che reinterpreteranno alcune scene strehleriane - organizzata ieri nell'ambito del centenario dalla nascita dell'artista inventore del Piccolo di Milano assieme a Paolo Grassi.
    Seduti in mezzo al palco della sala Bartoli gli attori Moni Ovadia, Ariella Reggio, Sara Alzetta, Carlo Simoni, Andrea Jonasson e l'esperto di teatro Roberto Canziani.
    A raccontare il rapporto con il grande Strehler anche Moni Ovadia. "Siamo diventati amici a metà degli anni Novanta. È stata un'epifania - spiega l'autore di Golem -. Stavo facendo uno spettacolo con Pamela Villoresi al Piccolo. Era il 1996. Era uno spettacolo il cui pubblico era entusiasta ma non la critica.
    Arriva Giorgio e mi prende sotto braccio. Non avrei mai pensato che si sarebbe rivolto così a me. Mi ha detto subito che avremmo fatto cose insieme e lodandomi. 'Questo - aveva detto - è avanti 5mila anni luce a me'. Ero rimasto senza parole". "Lui era come un faro su Milano. Quando è morto - continua Ovadia - la città si è raffreddata. Mi è dispiaciuto avere un rapporto così tardivo con lui". (ANSA).
   

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