Pahor, Trieste festeggia 107 anni nella 'sua' piazza Oberdan

Celebrazioni Comitato Danilo Dolci, con figlia scrittore, Maja

(ANSA) - TRIESTE, 26 AGO - In tanti in Piazza Oberdan, luogo simbolo della storia tormentata del capoluogo giuliano, si sono radunati per festeggiare i 107 anni dello scrittore triestino di origine slovena, Boris Pahor. Un momento conviviale e di riflessione sulla figura e sull'opera di questo uomo che ha vissuto in prima persona e guardato de visu i drammi del "secolo breve".
    Organizzato dal comitato Danilo Dolci, alle celebrazioni hanno partecipato, oltre al presidente del sodalizio, Luciano Ferluga, le operatrici culturali Elena Cerkvenic, che ha letto in sloveno e in italiano alcuni passi di Qui è proibito parlare, e Anna Maria Mozzi, e dell'attore teatrale Guido Dascenzo, che ha recitato alcuni passi di Piazza Oberdan, anche quello in cui un giovanissimo Pahor - all'epoca aveva solo sette anni e abitava in un seminterrato nella vicina via Commerciale - vede bruciare il Narodni Dom, e con esso tutto quello che finora l'edificio progettato da Max Fabiani aveva rappresentato non solo per la comunità slovena triestina. Tra gli altri brani letti dall'attore triestino, anche quello che ricorda la presenza al civico 6 di piazza Oberdan della stanza delle torture della Gestapo, passaggio obbligato anche per Pahor, prima di prendere la via di alcuni campi di sterminio nazisti, tra i quali Dachau e Bergen-Belsen. Era presente alla festa anche la figlia dello scrittore, Maja Pahor, defilata e timida, che non è intervenuta ma ha seguito tutta la cerimonia. Alla fine i presenti hanno fatto un brindisi alla salute dello scrittore. (ANSA).
   

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