Vaccini: Regimenti (Lega), bisogna far luce sui contratti

Incontro tecnico con Commissione Ue sul tema

Redazione ANSA BRUXELLES
(ANSA) - BRUXELLES, 02 MAR - "Creare un'occasione di confronto per discutere a livello generale dei Contratti di Acquisto Anticipati dei vaccini contro il Covid-19 stipulati con le case farmaceutiche e, più nello specifico, delle clausole di responsabilità contrattuali contenute nei documenti. Con questo obiettivo la Commissione Ue ha organizzato un incontro tecnico tra la sua Direzione Generale Sanità, rappresentata dalla Direttrice Sandra Gallina, il servizio giuridico della Commissione e alcuni deputati selezionati del Parlamento Ue". Lo dichiara l'europarlamentare della Lega Luisa Regimenti, che ha partecipato alla riunione.

"Questo confronto deriva dall'urgenza dei rappresentanti parlamentari dei cittadini europei di chiedere spiegazioni e ponderare possibili azioni legali - continua Regimenti - visti i gravi ritardi accumulati dalle case farmaceutiche nella consegna delle dosi. Dopo i ritardi di Pfizer e Moderna, anche AstraZeneca ha difatti annunciato tagli e ritardi alle dosi in arrivo. Un duro colpo per l'Italia e l'Europa, dove la campagna vaccinale prosegue decisamente a rilento rispetto a Paesi come il Regno Unito o Israele".

"Eppure - sottolinea l'eurodeputata - all'interno dei contratti, o almeno di quelli che sono stati, per gentile concessione, pubblicati, non vi è alcuna clausola che permetta agli Stati di 'proteggersi' e chiedere rimedio della situazione di ritardo. Nei testi non sono infatti previste sanzioni per la mancata consegna dei vaccini, se non, nel caso di AstraZeneca, la naturale sospensione del pagamento che verrà recuperato una volta recapitate le nuove dosi. Una 'sanzione edulcorata' nemmeno prevista, invece, nell'accordo con CureVac".

Secondo Regimenti "gli Stati firmatari, dal canto loro rimangono legati ad obbligatorietà contrattuali relative alla responsabilità di indennizzo al paziente, qualora il vaccino abbia arrecato un danno comprovato alla persona. Insomma, la Commissione ha fatto assumere agli Stati un elevato margine di rischio a fronte di obblighi poco stringenti in capo ai fornitori". (ANSA).

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