Regioni Ue, integrazione dei migranti passa dalle autorità locali

Bianco, CdR, 'politiche nazionali siano più flessibili'

Redazione ANSA

BRUXELLES - "La capacità di accogliere i migranti varia da regione a regione, a seconda della dimensione e della ricchezza. Per alcune di esse, accogliere i nuovi arrivati ha rappresentato una sfida critica che vene riconosciuta. Una sfida che può essere affrontata solo se le autorità regionali e locali rimangono in prima linea, soprattutto nel garantire il dialogo con gli altri attori coinvolti, come gli attori del terzo settore, con il tessuto sociale, con le organizzazione attiva nella materia". Così Vincenzo Bianco, Consigliere municipale di Catania e vicepresidente della Commissione Civex al Comitato europeo delle Regioni (CdR), intervenendo al sesto "Forum europeo sulla migrazione" in un dibattito sulle sfide e le buone pratiche nella gestione della migrazione, dalla pandemia al piano di recupero.

"Le autorità regionali e locali possono contribuire sicuramente al coordinamento delle attività degli stakeholder", ha proseguito Bianco, sottolineando la necessità che le politiche di accoglienza ed integrazione a livello nazionale siano "più flessibili per consentire adeguamenti alle circostanze locali e politiche". "Integrare i migranti significa fornire un sistema di supporto concreto, significa fornire servizi sanitari, di alloggio, significa garantire accesso all'istruzione. Nessuna di queste sfide - ha concluso - può essere affrontata senza le autorità regionali e locali e senza la cooperazione tra le stesse e gli attori del terzo settore e la società civile".

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