Ungheria, ottenuta esenzione a price cap su petrolio russo

Durante i colloqui a Bruxelles

Redazione ANSA

ROMA - L'Ungheria ha ottenuto un'esenzione dal tetto al prezzo del petrolio russo proposto dall'Ue durante i colloqui a Bruxelles: lo dichiara il ministro degli Esteri del Paese, Péter Szijjártó, citato dal Guardian. Szijjarto ha dichiarato che l'attuale proposta dell'Unione Europea prevede che le forniture di petrolio attraverso gli oleodotti siano esenti dal tetto massimo di prezzo, il che significa che l'Ungheria non ne risentirebbe se il tetto massimo proposto venisse adottato in seguito.

"Abbiamo completato tutti i 17 requisiti concordati" e ora l'Ungheria sta aspettando il via libera della Commissione europea, previsto per il 30 novembre. Così il premier ungherese, Viktor Orban, a margine del vertice dei paesi Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia) in merito al piano di riforme delle autorità ungheresi concordato con Bruxelles e necessario a sbloccare i fondi europei di coesione nel quadro del meccanismo di condizionalità sullo stato di diritto.

Orban quindi è in linea di collisione con la Commissione europea che, a quanto si è appreso, si appresta a bocciare l'attuazione del piano ritenendo che "i requisiti" concordati "non sono stati soddisfatti" dalle autorità ungheresi. Mercoledì prossimo Bruxelles dovrebbe quindi formalizzare la sua posizione e spingere per il congelamento dei fondi di coesione Ue destinati all'Ungheria. Mentre dovrebbe lasciare, a determinate condizioni, ancora una possibilità a Budapest per arrivare all'approvazione del Pnrr nazionale.

"Sono moderatamemte ottimista", ha detto il commissario in merito alle reazioni politiche alla proposta di riforma della governance economica Ue fatta dalla Commissione. "Naturalmente molto lavoro va ancora fatto", ha aggiunto. Con questo orientamento in Commissione "abbiamo preso le nostre responsabilità, lavorato per avere una proposta e naturalmente in qualche modo è già un compromesso": dentro il Collegio "naturalmente ci sono diverse vedute, tradizioni e esperienze e avere una proposta molto forte è già una buona partenza".

"Le reazioni sul momento sono state almeno non negative - ha segnalato - anche da Paesi che sappiamo avere riserve e hanno pubblicamente diverse visioni, nessuno ha sbattuto la porta alla proposta", ha segnalato. Quindi "ho visto alcune dinamiche transazionali incoraggianti", ha segnlato e "vedo che la base della proposta che stiamo facendo è condivisa da tutti: non c'è nessuno che sottolinei il bisogno di adottare la regola del ventesimo del debito. Tutti sono d'accordo che dobbiamo essere graduali per avere risultati, tutti sono consapevoli che l'indebitamento è molto alto".

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