Cingolani, in Ue si lavora a 'tetto-forchetta' sul gas

Speriamo presto in una proposta in vista vertice Ue di inizio ottobre

Redazione ANSA

BRUXELLES - Più che 'price cap' lo strumento su cui si lavora a livello europeo per la crisi del gas è un "tetto con forchetta". Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, al termine del consiglio dei ministri europei dell'Energia. "Bisogna realizzare e trovare un range tra un minimo e un massimo in cui ci possa sempre essere una variazione". "Ci sarà presto una proposta" dai principali Paesi energivori, per fornire alla Commissione" dei punti principali "per consentirle di costruire una proposta legislativa accurata" prima della riunione dei capi di Stato europei del 6-7 ottobre.

"Da stamattina alle 7 ho cominciato una lunghissima discussione con i colleghi di molti Paesi energivori", ha spiegato Cingolani. "A tutti è chiaro che c'è una priorità in questo momento che è quella di abbattere il costo del gas. Però c'è anche una seconda priorità ed è che bisogna evitare che facendo un'operazione del genere si crei una mancanza di gas. In questo momento il problema non è la mancanza di gas". "La priorità è il costo, ma bisogna avere anche una strategia su come gestire l'eventuale penuria, che si potrebbe verificare fra qualche mese".

"E' chiaro a tutti che il prezzo del gas non riflette la domanda e l'offerta, ormai sta seguendo un meccanismo speculativo", ha sottolineato. L'idea è "introdurre un meccanismo di controllo", per "tagliare i picchi ed evitare questa volatilità eccessiva" e "nello stesso tempo bisogna fare in modo che il costo il prezzo del gas non sia troppo basso da scoraggiare gli operatori".

"Un'ipotesi è quella di indicizzare il costo del gas a qualcosa di diverso dal Ttf, facendo una media sui grandi indicatori come possono essere l'Henry Hub, il Brent e altri indicatori mondiali", ha spiegato Cingolani. "La cosa molto importante è che la commissione a questo punto ha riconosciuto questa spinta diciamo da parte degli Stati membri, ancora più dei 15 iniziali" che si sono dichiarati a favore di un price cap generalizzato sul gas. "Credo che oggi abbiamo fatto un grosso passo avanti quindi sono fiducioso che questo accordo si raggiunga", ha sottolineato infine Cingolani.

Sembra, invece, uscire di scena l'idea che la Ue contro il caro energia metta un 'price cap', un tetto al prezzo, del gas russo, ha aggiunto il ministro italiano. "Credo che quell'argomento sia abbastanza fuori" scena, ha spiegato. Sarebbe solo "una sanzione" considerando che "ormai la Russia fornisce una percentuale abbastanza bassa del gas totale europeo" e rispetto ai rialzi delle quotazioni "credo che l'effetto sul prezzo medio sarebbe basso".

"Con la Germania no," non ci sono tensioni. "Assolutamente, vi posso garantire che abbiamo lavorato con la Germania veramente al meglio di quello che potevamo". "Non so se questo fondo tedesco", l'intervento per 200 miliardi annunciato ieri da Berlino contro il caro-energia, "aiuta ed è una soluzione oppure può rappresentare un aiuto di Stato, ovviamente noi non conosciamo i dettagli del fondo. Però oggi il ministro Habeck è stato molto chiaro", ha detto che stanno "sostanzialmente creando abbiamo un portafoglio per sussidiare cittadini e imprese in difficoltà". "Anche l'Italia ha stanziato fino a 60 miliardi per sussidiare le fasce più deboli. Dopodiché noi l'abbiamo fatto nel tempo, in modo scaglionato". "Tutti stiamo cercando da una mano a cittadini e imprese", ha detto Cingolani.

"Dopo quello che è successo al Nord Stream si è rinforzata l'idea di un'Europa unita che deve dare una risposta chiara. Dopodiché ci sono circostanze nazionali che sono diverse e su queste va fatto il lavoro dei prossimi giorni", fino al confronto a livello dei capi di Stato e di Governo che si terrà a Praga il 6 e il 7 ottobre. Ha aggiunto Cingolani.

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