C'è l'accordo Ue sulle misure contro il caro energia

Tocca ai Paesi Ue obiettare il piano di Berlino

Redazione ANSA

BRUXELLES - I ministri europei dell'Energia hanno raggiunto un accordo politico sulle misure per mitigare gli alti prezzi dell'elettricità: taglio dei consumi, tetto agli extra-ricavi per i produttori di energia elettrica e il contributo di solidarietà dei produttori di combustibili fossili. Lo comunica la presidenza ceca dell'Ue.

Per il taglio ai consumi si prevede sia del 10% della domanda di elettricità, con una quota del 5% nelle ore di punta, tra dicembre 2022 e marzo 2023.

Sugli extra-ricavi si prevede un tetto di 180 euro a megawatt per le grandi compagnie energetiche che producono elettricità da fonti a basso costo come rinnovabili, nucleare e carbone. Le compagnie dell'oil&gas dovrebbero poi versare una tassa sulla base dei profitti straordinari realizzati nel 2022, calcolati sulla base degli ultimi 4 anni a partire dal 2018.

Resta aperto il nodo del tetto al prezzo del gas, su cui si sta concentrando ora il dibattito dei ministri dell'Energia. La proposta della Commissione riguarda al momento solo il gas russo, mentre 15 capitali tra cui Italia e Francia chiedono un tetto generalizzato a tutte le importazioni. Altro tema, poi, quello di porre un limite al prezzo del gas nella formazione del prezzo dell'elettricità, che sarebbe tra le idee dell'esecutivo europeo, sul modello di quanto già ottenuto dalla penisola iberica.

"Siamo in guerra energetica con la Russia, che ha anche forti effetti sulla nostra industria. E' necessaria un'azione dell'Ue urgente e coordinata. Il Consiglio ha chiesto oggi un'ulteriore azione immediata a livello dell'Ue". Lo ha detto Jozef Sikela, ministro dell'Industria della Repubblica Ceca, che detiene la presidenza di turno dell'Ue, al termine della riunione straordinaria dei ministri Ue dell'Energia. Tra le misure richieste dai governi europei, ha sottolineato, "rientrano l'introduzione di un tetto massimo al prezzo del gas importato o un nuovo indice Ue parallelo al Ttf che rifletta meglio il mercato mondiale".

Sta inoltre agli Stati membri "notificare alla Commissione europea" se il piano tedesco per sostenere famiglie e imprese dall'aumento dei prezzi dell'energia si può classificare come "aiuto di Stato" ed è compito dell'esecutivo Ue di "monitorare che ci siano ragionevoli livelli di aiuto di Stato ed evitare distorsione nel mercato unico". Lo ha detto un portavoce al briefing quotidiano. "Bisogna separare la natura politica del dibattito dal ruolo della Commissione, che è più giuridico, ovvero far rispettare il quadro di regole attuale".

"I Paesi membri devono valutare se questa forma particolare di sostegno si costituisce come aiuto di Stato e nel caso notificarlo alla Commissione: siamo consapevoli delle difficoltà causate dalla crisi energetica attuale e pronti a valutare nel più breve tempo possibile la compatibilità delle misure", ha aggiunto il portavoce.

"Non esprimeremo un commento sulle misure specifiche annunciate dalla Germania. Il ruolo della Commissione è quello di mantenere un giusto livello di competizione all'interno del mercato unico e la natura delle regole sugli aiuti di Stato è far sì che l'erogazione proporzionata dei sostegni garantisca la limitazione delle distorsioni del mercato unico e si eviti la corsa agli aiuti", ha precisato. Il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato sarà poi "prolungato".

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