Emilia-Romagna

Bologna, la posta in gioco

La sfida Lepore-Battistini

Matteo Lepore, esponente del Pd e sostenuto da una larga coalizione di centrosinistra, punta a diventare sindaco di Bologna al primo turno. Sono, infatti, tutti per lui i favori del pronostico delle elezioni. Il suo principale sfidante è Fabio Battistini, candidato civico appoggiato dai partiti del centrodestra che ha l'ambizioso obiettivo di provare a trascinare Lepore al ballottaggio.

Il percorso che ha portato Lepore (per dieci anni assessore del sindaco uscente Virginio Merola che ha completato i suoi due mandati) è stato lungo e tortuoso ed è culminato con le primarie che ha vinto, con il 60%, contro Isabella Conti, esponente di Italia Viva che ha però raccolto anche numerose adesioni del Pd. Dentro il partito le primarie hanno lasciato strascichi polemici: gli esponenti di Base riformista, ad esempio, non saranno candidati per il consiglio. Ma alla fine la coalizione che sostiene Lepore è una delle più vaste mai allestite dal centrosinistra in Italia: va, infatti, dagli ex Udc ad alcuni esponenti dei centri sociali, passando dal Movimento 5 Stelle.

La griglia di partenza e i precedenti lasciano poco spazio per immaginare sorprese: nel Comune di Bologna, alle regionali di un anno e mezzo fa, Bonaccini vinse con il 65%. Al suo fianco Lepore ha sette liste, compresa Coalizione civica, un rassemblement delle forze alla sinistra del Pd che negli ultimi cinque anni è stata all'opposizione e una lista ispirata a Isabella Conti che tiene insieme Italia Viva ed esponenti della società civile. Il Pd nella sua lista ha Rita Monticelli, professoressa di Patrick Zaki, e il leader delle sardine Mattia Santori che in passato spesso non è stato tenero con il partito.

Il principale avversario di Lepore, Fabio Battistini, è un imprenditore cattolico senza esperienze in politica. Ha lanciato la sua candidatura mesi fa, poi, quasi all'ultimo tuffo, i partiti di centrodestra hanno deciso di convergere su di lui in maniera unitaria. I rapporti però non sono semplici: Lega e Fratelli d'Italia hanno come obiettivo, peraltro dichiarato, più quello di contendersi la leadership del centrodestra che quello di sostenere Battistini nella durissima battaglia di conquistare il secondo turno.

Ne è nata una campagna elettorale con pochi sussulti e con i toni contrassegnati da un sostanziale fair play: Lepore vuol far essere Bologna "la città più progressista d'Italia", mentre Battistini propone una discontinuità, puntando soprattutto su temi come la sicurezza, il decoro urbano e il traffico.

A sinistra di Lepore ci sono addirittura tre candidati: Marta Collot di Potere al Popolo, l'ex M5s Dora Palumbo di Sinistra Unita e Federico Bacchiocchi del Partito comunista dei lavoratori. Una divisione che rende molto complicato l'obiettivo di essere rappresentanti in consiglio comunale. Completano il quadro l'ex Pd passato al centrodestra Stefano Sermenghi (Bologna forum civico), Andrea Tosatto, che guida la lista dei no-vax, e Luca Labanti del Movimento meridionalista 24 agosto.

Si vota in due giorni, che a Bologna saranno entrambi festivi: il 4 ottobre, quando i seggi saranno aperti fino alle 15 e comincerà lo spoglio delle schede, ricorre infatti la festa patronale di San Petronio.

 

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