M9, un museo multimediale per l'Italia del '900

A Mestre dal 1 dicembre. 8 sezioni su "come eravamo, come siamo"

Roberto Nardi MESTRE (VENEZIA)

MESTRE (VENEZIA) - Ci sono piccole cose, come la scoperta che un secolo fa la statura degli italiani era inferiore di 15 centimetri rispetto a quella fissata nel 2000, pari a 177 centimetri, o la "rivoluzione" dell'ingresso nelle case della televisione o della lavatrice. Ci sono anche grandi storie lungo le sale di M9, il Museo del Novecento che aprirà il primo dicembre prossimo a Mestre.

Eventi da vivere in prima persona, come entrando nel rifugio antiaereo ed avere la visione dei bombardieri che sganciano le bombe, sentire il sordo rumore delle esplosioni, provare il brivido di ascoltare il racconto di chi quei momenti li ha provati sulla pelle oltre 70 anni fa, prima di una pace che dura da oltre 70 anni. Oppure immergendosi con i sensi e la mente nella piazza "politica" virtuale: quella che, in una sequenza di immagini a 360 grandi e di voci, narra di un vissuto collettivo e personale di una nazione che va dalle manifestazioni per il primo maggio in epoca giolittiana al discorso di Mussolini a Piazza Venezia, a Roma, passando poi a Togliatti, Moro, Craxi, Berlusconi, senza dimenticare gli anni bui del terrorismo e delle stragi. M9 è un museo di nuova generazione, voluto dalla Fondazione Venezia con un investimento di oltre 100 milioni di euro. Un museo senza oggetti, che nasce e trova linfa da accordi e ricerche con un centinaio di archivi, che si propone come interamente multimediale. Una "casa degli italiani" che vuole raccontare "un secolo che non è finito, ma continua a condizionare la vita di ogni giorno".

"M9 - dice il direttore Marco Biscione - è il primo museo del '900 in Italia, inteso come storia di una collettività, di una nazione. E' il primo museo dove la multimedialità è messa al servizio di un progetto culturale per riuscire a comunicare agli italiani, e non solo, il loro essere e il loro divenire". Il visitatore non deve attendersi di incontrare - lungo il percorso suddiviso in otto sezioni tematiche chiamate a dare voce a "Il migliore, il peggiore dei secoli" segnato da contraddizioni enormi - quadri appesi alle pareti, bacheche cariche di documenti e carte, icone del design o della moda, prime pagine di giornali. Ad attenderlo ci sarà una esperienza "immersiva" che lo porterà ad essere protagonista diretto nella costruzione della visione del secolo scorso. Nelle otto sezioni pronte a fornire, senza indicazioni di scelte pregiudiziali, tante possibili letture di "come eravamo, come siamo" (prendendo a prestito il titolo della prima dedicata alla demografia e alle strutture sociali) ci saranno pannelli interattivi, immagini, video, installazioni, postazioni per la realtà virtuale, audio e altro ancora con le più raffinate tecnologie. Il Novecento si offrirà e "costruirà" anche secondo le curiosità del visitatore.

Una scommessa rivolta anche, e forse soprattutto, ai giovani che sono nati nel nuovo millennio. Quelli che negli incontri fatti nelle scuole "sanno porre le giuste domande" sul secolo dei genitori e dei nonni. Accanto alla mostra permanente, c'è uno spazio di 1.400 mq al terzo piano, con una terrazza che si affaccia su Mestre, dedicata alle temporanee. Il primo appuntamento è fissato per il 22 dicembre con "L'Italia dei fotografi. 24 storie d'autore", a cura di Denis Curti e prodotta per M9 dalla Casa dei Tre Oci-Civita Tre Venezie. Il Paese sarà raccontato attraverso 230 immagini, con ogni fotografo che propone con uno specifico progetto. C'è la "mafia a Palermo" di Letizia Battaglia o "Morire di classe" di Gianni Berengo Gardin o "Il profilo delle nuvole" di Luigi Ghirri, a titolo di esempio.

Non ultimo, anzi centrale nel progetto di M9, la volontà di contribuire alla rigenerazione e riqualificazione urbana del centro di Mestre, con il recupero per attività commerciali e di aggregazione di antichi edifici, accanto a quello firmato dallo studio berlinese Sauerbruch Hutton con le mattonelle esterne che richiamano i colori degli edifici del '900 mestrini.

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