Statue mito Niobe Uffizi a confronto con 'cugine' di Tivoli

Mostra con principali gruppi scultorei, per prima volta insieme

Redazione ANSA FIRENZE

(ANSA) - FIRENZE, 14 NOV - I due principali gruppi scultorei dedicati al mito della Niobe per la prima volta riuniti insieme agli Uffizi. Succede da oggi al 12 marzo 2023 a fianco delle 13 statue della collezione medicea conservate nella Galleria accanto alle quali sarà possibile ammirare un altro gruppo scultoreo di Niobidi recentemente scoperto nel settore termale di un'antica villa romana a Ciampino (Roma).
    I Niobidi della collezione medicea mettono in scena una delle più tragiche storie del mito greco antico, ossia l'uccisione dei 12 figli di Niobe per volere della dea Latona, offesa per la superbia di Niobe che si era vantata della propria prole. Le 13 statue furono rinvenute nei primi mesi del 1583 tra le mura aureliane e trasferite poi a Firenze solo nel 1770. Ora i Niobidi fiorentini si confronteranno con l'altro gruppo scultoreo, attualmente conservato nel Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, complesso architettonico parte dell'istituto Villa Adriana e Villa d'Este. Le nove sculture furono rinvenute nel 2012 in una vasca prossima al settore termale di un'antica villa nella periferia di Roma, in parte frammentarie. E' inoltre possibile visitare la mostra virtuale dedicata ai due gruppi marmorei sul sito del museo e partecipare a visite con esplorazione tattile su alcune sculture.
    Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt ha sottolineato che il "gruppo di statue dei Niobidi fiorentini, è stato per secoli uno dei principali interessi dei protagonisti del Grand Tour. Il confronto diretto fra le sculture recentemente scoperte a Ciampino e quelle medicee consentirà di meglio apprezzarne le affinità e le discontinuità, permettendo, al tempo stesso, di far maggior luce sui prototipi da cui dipendono". Per il direttore dell'istituto autonomo Villa Adriana e Villa d'Este a Tivoli, Andrea Bruciati, "i due gruppi, degli Uffizi e di Tivoli, possono essere interpretati come tableau vivant, una sorta di performance solidificata al cui interno la narrazione si struttura in maniera cinematografica. Essi assurgono pertanto a modelli espressivi della medesima matrice". (ANSA).
   

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