Museo Stabiae intitolato a D'Orsi, Indiana Jones anni '50

In mostra nel Napoletano affreschi, sculture e terracotta

di Rosa Benigno NAPOLI

CASTELLAMMARE DI STABIA - I visitatori che il lunedì non potranno recarsi al sito archeologico di Pompei, chiuso in quella giornata, "potranno vivere un'esperienza altrettanto imperdibile nelle Ville di Stabiae, alla Reggia di Quisisana e ad Oplontis, luoghi belli ma spesso dimenticati". E' l' invito del direttore generale dei Musei del Mibact, Massimo Osanna, che ha inaugurato a Castellammare di Stabia (Napoli) il Museo Archeologico intitolato a Libero D'Orsi, l'Indiana Jones degli anni '50 che con tenacia - lottando contro le istituzioni e i contadini dell'epoca - scavò con le sue mani per far riemergere le ville di otium degli antichi romani, sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. La figura di questo straordinario archeologo è raccontata in un video che il Mav (Museo Arcehologico Virtuale) di Ercolano ha realizzato.

Stabiae era la ''Beverly Hills'' dei romani, che nelle loro sontuose ville godevano di spa private, vista sul golfo con il Vesuvio e Capri di fronte, acque termali, fontane e piscine olimpioniche. ''Gli scavi nelle ville di Stabia sono ripresi - ha detto Osanna - perciò si lavora ad ampliare questo museo con un'altra ala. I reperti aumenteranno e arriveranno anche da Pompei il cui Antiquarium non può contenere tutto''. Il Museo archeologico Libero D'Orsi ha in vetrina affreschi, pavimenti in opus sectile, stucchi, sculture, terrecotte, vasellame di mensa ed oggetti in bronzo e in ferro mai esposti prima. ''Oggi è un giorno di festa - ha scritto in un messaggio il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Dario Franceschini -. Il percorso espositivo offre la visita di una collezione che non si vedeva da anni e costituisce una nuova offerta turistica importante per la Campania''. Soddisfatto il sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, che ha lavorato con energia, insieme ad Osanna ed ai funzionari della soprintendenza, per realizzare il progetto del Museo nella Reggia di Quisisana, un Palazzo reale borbonico, prima ancora palazzo di caccia dei Farnese, in cui Boccaccio ambientò una novella del Decamerone. ''In seguito vi fu realizzato un Grand Hotel e vi morì la Duchessa d'Aosta - ha ricordato Osanna - poi è stato depredato, ma ora, ristrutturato, ne abbiamo fatto sede del Deposito e degli Archivi del Parco Archeologico di Pompei. All'interno ci saranno attività didattiche e universitarie e, a parte, il Museo Civico della città''.

Osanna punta ad un accordo tra il Miur ed il MIbact per la fruizione del nuovo museo. Lo richiede anche il Covid-19, con le lezioni all'esterno delle scuole. ''Al momento si parla di accordi locali, ma siamo al lavoro con il Miur e le Università per una formazione che preveda la fruizione dei luoghi d'arte e di cultura. Con il ministro Manfredi l'obiettivo è che questo museo, come altri luoghi d'arte locali, diventi base per l'insegnamento della Storia nelle scuole''. Il sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, ha conferito ad Osanna la cittadinanza onoraria.

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