Renzo Piano e quell'ospedale per Strada "Scandalosamente bello"

Ancora da inaugurare è in Uganda "Gino lascia traccia profonda"

di Silvia Lambertucci ROMA

(di Silvia Lambertucci) (ANSA) - ROMA, 13 AGO - "Gino Strada mi mancherà moltissimo e mancherà a migliaia e migliaia di persone, non solo a quelle che ha curato. Ma con la sua grandiosa opera medica è un uomo che lascia un segno, una traccia profonda". Intristito, commosso, l'architetto Renzo Piano ricorda così al telefono con l'ANSA l'amico chirurgo con il quale avrebbe dovuto a breve inaugurare il nuovissimo ospedale pediatrico costruito in Uganda. Un progetto spiega oggi il maestro, che li aveva fatti incontrare circa dodici anni fa. "Ci siamo parlati proprio qualche giorno fa, l'ospedale è già aperto, funziona, ma non è stato ancora inaugurato, insieme stavamo immaginando una cerimonia".
    Un cantiere modello e veloce, aperto solo un anno e mezzo fa, sebbene l'idea fosse partita da lontano. "Mi chiese allora di disegnargli un ospedale 'scandalosamente bello' - ricorda oggi Piano - e in queste due parole c'è tutto il suo tratto, bello nel senso umano e nobile della parola ma anche scandaloso perché per i benpensanti non occorre che un ospedale donato all'Africa sia anche bello. Invece quando si fa un dono è giusto che sia eccellente e che lo sia sotto tutti i profili, eccellenza scientifica, tecnologica, medica, umana, ambientale". Strada, ricorda l'architetto Piano, lavorava già un ospedale in Africa , a Kartoum, "Quando mi ha chiamato per questo progetto ci siamo conosciuti ma in fondo è come se ci fossimo riconosciuti , perché a volte anche senza conoscersi si è affini".
    Progettato e realizzato con le tecniche più avanzate, l'ospedale per bambini in Uganda è però anche un omaggio alle tradizioni africane di cui riprende in parte le tecniche costruttive. Si trova in una zona particolarmente salubre, fa notare l'architetto, ad una quota di 1200 metri, che è importante in un paese nel quale le temperature possono essere particolarmente alte, ed è costruito con la terra, oltre ad essere ad emissioni zero, sottolinea, "cattura le energie dal sole". Tutto intorno sono stati piantati alberi di Jakaranda, "fra qualche tempo ci sarà una foresta", dice. Un progetto solidale portato avanti insieme. Ecco, sottolinea commosso il progettista, "questo mescolare gli aspetti più scientifici, più medici, più strettamente chirurgici con quelli più umani è sempre stato il tratto rivelatore di Gino Strada, in questo lui e stato e mi è stato maestro. La sua epica impresa costruita con la moglie Teresa è un miracolo di solidarietà e di bellezza nel senso più profondo della parola". (ANSA).
   

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