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Vino: Consorzio Valpolicella, la qualità non basta più

Signorvino, tutti chiedono tutela Pianeta ma acquisti green 7%

Verona ANSAcom

''Il valore di un vino 30 anni fa era connesso solo alla qualità, che era un obiettivo ancora da costruire. Oggi la qualità del bere è un prerequisito, e anche il vino è un prodotto che richiede tracciabilità. Ed essendo una fabbrica a cielo aperto ha forti connessioni con l'ambiente e l'etica. Con gli aspetti di sostenibilità, convivialità, equo trattamento dei lavoratori, innovazione e ricerca che hanno pesi differenti a seconda dei mercati di sbocco e dell'età dei consumatori''. Così Olga Bussinello, direttore del Consorzio di tutela Vini Valpolicella, ha aperto il forum su 'Il riconoscimento dei valori del vino', alla vigilia di Anteprima Amarone 2015. Ai giovani in particolare sembra piacere la green economy e le aziende impegnate nella tutela del Pianeta che sono molto di tendenza. Al punto che nei menu dei ristoranti di Londra il 39% dei vini è biologico, ha precisato il presidente Amfori, Christian Ewert. ''La sostenibilità oggi è un valore, molto più di 20 anni fa. Con le nostre attività di impresa dobbiamo essere in grado - ha detto il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Filippo Gallinella - di fare delle ferite che siano rimarginabili e che i danni possano essere misurati. Finora il brand made in Italy à stato forte all'estero, ma ora la politica deve accompagnare questo sviluppo sostenibile chiedendo agli imprenditori di comunicare in etichetta in modo chiaro gli investimenti per la sostenibilità''. Anche perché, ha concluso il direttore commerciale di Signorvino, Luca Pizzighella, ''sostenibilità non è solo biologico e c'è molta confusione e qualche diffidenza su pregi e difetti. I giovani dichiarano, ad esempio, alto interesse per il bere naturale. Noi mettiamo a scaffale almeno un 20% di etichette sostenibili, ma alla fine gli acquisti green non superano il 7% del totale''. Inoltre ci sono ancora difficoltà nell'esportare vini biologici: In Cina, ha ricordato il direttore ricerche di Wine Intelligence Chuan Zhou, serve anche una certificazione locale della produzione bio.

In collaborazione con:
Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella

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