Igiene dentale più frequente se ho l'apparecchio ortodontico

L'esperto risponde

Redazione ANSA

La richiesta di terapia ortodontica è da sempre tra più ricorrente in odontoiatria. Bambini, adolescenti e un numero sempre crescente di persone adulte si sottopongono al trattamento ortodontico per motivi funzionali o estetici, “indossando” apparecchi fissi o rimovibili per un periodo di tempo a volte anche abbastanza lungo. Proprio per via della durata della terapia, sono da considerarsi essenziali i controlli frequenti da parte dello specialista e un’elevata attenzione da parte del paziente a rispettare gli appuntamenti di controllo e le indicazioni ricevute. Durante la terapia ortodontica è necessario anche porre molta attenzione alle manovre di igiene orale, spesso ostacolate dalla presenza di attacchi, fili, molle ed elastici, necessari per ottenere il desiderato spostamento dei denti. Gli studi scientifici condotti per valutare l’impatto dell’ortodonzia sulla salute orale, hanno dimostrato che la difficoltà a mantenere puliti denti e apparecchio, si traduce in un aumento della quantità di batteri pericolosi per lo sviluppo di infiammazione alle gengive e per l’insorgenza di lesioni cariose. Tali conseguenze colpiscono infatti dal 50 al 70% dei pazienti con apparecchio ortodontico. La gengivite tende a manifestarsi dai 4 ai 9 mesi dopo l’inizio del trattamento e se non controllata, può protrarsi per tutta la durata della terapia, in alcuni casi anche dopo che l’apparecchio è stato rimosso. Ecco perché al trattamento ortodontico è necessario associare il check up del dentista o dell’igienista dentale prima ancora di posizionare l’apparecchio o di consegnare gli allineatori, oggi così tanto di moda. In funzione della manualità e del tipo di dispositivo ortodontico scelto, è importante conoscere la tecnica e gli strumenti di igiene orale più adeguati: è doveroso per il paziente mantenere una buona igiene orale domiciliare e per il professionista del sorriso valutare la quantità di placca dentale, individuare le eventuali zone dove le gengive sanguinano e sono infiammate,, nonché la presenza di carie sulle superfici dentarie. Quanto frequenti debbano essere i controlli dal dentista e dall’igienista dentale dipende sia dal tipo di apparecchio ortodontico che dalle caratteristiche del paziente. Oltre agli apparecchi fissi in metallo infatti, da anni ormai si è diffuso l’utilizzo degli allineatori, mascherine invisibili che essendo rimovibili, facilitano le manovre di igiene orale determinando la formazione di cura il 50% in meno di placca batterica rispetto all’apparecchio ortodontico fisso. Essendo più facile la gestione domiciliare degli allineatori da parte del paziente, potrebbero essere necessari controlli di igiene meno serrati rispetto all’ortodonzia fissa convenzionale. Se nei bambini e negli adolescenti si può notare una generalmente ridotta attenzione alla prevenzione, negli adulti la motivazione è spesso buona inizialmente, ma rischia di venir meno già dopo qualche mese: ecco perché è fondamentale programmare controlli frequenti. Va inoltre aggiunto che con l’aumentare dell’età e qualora vi siano fattori di rischio locali o sistemici sfavorevoli, aumenta la probabilità di incorrere in problemi parodontali per il 50% della popolazione adulta. Spesso sono proprio gli adulti che necessitano del trattamento ortodontico per risolvere problematiche estetiche e masticatorie causate dalla parodontite e dalla conseguente perdita di supporto osseo. In questi casi, correggere la posizione dei denti è possibile e talvolta necessario, purché la malattia parodontale sia stata efficacemente curata e l’infiammazione sia tenuta sotto controllo attraverso una regolare terapia di mantenimento, che non vi siano tasche parodontali e che l’apparecchio ortodontico sia mantenuto attentamente pulito.

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