Fase 3: sicuri gli studi dei dentisti per 8 italiani su 10

Sidp, da tempo usiamo le misure di protezione, ora aumentate

Redazione ANSA ROMA

 Le misure anti-contagio messe in campo dai dentisti italiani convincono i pazienti: 8 su 10, a un mese dalla riapertura degli studi odontoiatrici per le cure ordinarie, li promuovono in materia di sicurezza anti Covid-19.
    Diverse le misure di protezione e le precauzioni adottate anche nelle procedure mediche. Flusso di pazienti scaglionati, tempi e incontri minimi in sala d'attesa, camici impermeabili, mascherine, cuffie, visiere, occhiali e calzari monouso, procedure di sanificazione fra un appuntamento e l'altro e ancora, l'uso della diga di gomma, l'aspirazione ad alta velocità e un'adeguata taratura degli strumenti, rendono gli studi dentistici sicuri e a prova di contagio per il 76% degli italiani.
    A dirlo è un'indagine dell'istituto di ricerca Key-Stone per conto della Sidp, la Società italiana di parodontologia e implantologia. "L'indagine mostra che gli italiani si fidano dei protocolli anticontagio adottati dagli studi odontoiatrici e tornano con fiducia dal loro dentista per riprendere le cure interrotte - osserva Luca Landi, presidente Sidp - Si tratta comunque di misure che i dentisti conoscono bene perché applicate anche prima del Covid-19". Per Landi l'odontoiatria "è sempre stata sicura". "Abbiamo solo aumentato le precauzioni oggi ancora più numerose e validate dal Ministero della Salute - prosegue - dal triage telefonico per l'appuntamento, alla valutazione del paziente prima dell'accesso in studio, ai dispositivi di protezione in dotazione ai pazienti stessi e al personale sanitario. Purtroppo dentisti e igienisti dentali sono tra le categorie più a rischio, oltre che per la vicinanza fisica tra paziente e specialista, anche per l'uso di strumenti rotanti come ad esempio il trapano". Nicola Marco Sforza, presidente eletto Sidp, spiega come ci sia "bisogno di migliorare le conoscenze in materia di prevenzione" ma "la fiducia riposta dagli italiani negli studi dentistici è importante, perché il 40% degli intervistati soffre di problemi alle gengive e deve tornare a sottoporsi ai controlli". "Dal sondaggio emerge che il 26% ha prestato minore attenzione all'igiene orale durante il periodo della quarantena - continua - Così le condizioni di salute della bocca sono peggiorate, tanto che due terzi hanno fatto ricorso all'automedicazione per problemi dentali e uno su tre ha dovuto contattare il dentista per problemi urgenti".
   

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