Nissan Micra alla prova del gas, test della IG-T 90 GPL Max

Motore dalla doppia natura a seconda dell'alimentazione

Francesco Fabbri

La declinazione eco-friendly di Nissan passa anche per il gpl: tra le prime a proporre una vettura elettrica di serie - la Leaf - ma con un listino ancora privo di ibridi, la Casa Giapponese riconverte il tre cilindri della sua vettura più popolare: la Micra. Abbiamo provato per alcuni giorni la versione IG-T 90 GPL MAX, 900 cc, che eroga 90 cavalli grazie al turbo.

Teatro del test Roma e dintorni dove - lo sanno bene gli automobilisti capitolini - per trovare una stazione di rifornimento per il gpl, tranne rari casi, bisogna percorrere chilometri e arrivare in prossimità del Grande Raccordo Anulare. Il motore, senza dubbio, c'è: lo scorso febbraio, in Portogallo, avevamo provato le versioni da 100 e da 117 CV (sempre turbo) e l'impressione è confermata.

Qualche dubbio in più, invece, lo pone la doppia alimentazione protagonista di questo test. La piccola di Yokohama viene equipaggiata prima dell'omologazione e della commercializzazione di un impianto gpl della BRC, garantito da Nissan. Il risultato è un'auto sicuramente più economica in termini di gestione, ma che un po' si scontra con il montaggio 'in corsa'. Si vede che la vettura è adattata al gas e che il propulsore non nasce per avere questa alimentazione come prevalente. Il serbatoio, ad esempio: è un toro un po' agée montato nel bagagliaio, nell'alloggiamento della ruota di scorta, da 35 litri di capacità: scarsi, se si vuole affrontare un viaggio. Che diventano fin pochi quando si utilizza l'auto in città - il terreno più comune per una city car - dove si consuma di più e gli impianti sono rari un po' per la normativa che regolamenta le pompe, un po' per scelte che affondano le radici 30 anni addietro.

Nissan Micra alla prova del GPL

 

Il motore, oltre all'alimentazione doppia, rivela anche una natura doppia. Quando va a benzina, è dinamico, fluido, pronto. Brillantezza che si opacizza nel passaggio a gas: non tanto in termini di potenza - la Casa dichiara 87 cv in questa modalità - quanto proprio di sintonia propulsore-carburante. Ad esempio, viaggiando a un numero di giri vicino all'accesso del turbo, si avverte qualche singhiozzo di troppo del motore; qualche tentennamento evitabile. Quando il gas è agli sgoccioli - l'indicatore luminoso è sul tunnel, non proprio a portata d'occhio quando si guida - c'è un continuo 'passaggio di testimone' tra le due alimentazioni, con lievi impuntature che possono cogliere alla sprovvista. In caso di pendenze particolarmente marcate, poi, anche in seconda e nonostante il turbo, l'andatura ne risente.

Tra gli aspetti premianti di questa vettura, sicuramente i consumi: quelli a gpl che abbiamo registrato sul ciclo misto sono più o meno in linea con quanto dichiarato dal produttore, circa 8 l/100 km (a benzina, la lancetta si ferma a 5.5 l/ 100 km). Il risparmio alla pompa dunque, è assicurato e si attesta su circa il 20%, considerando le differenze di efficienza. Sicuramente positivo il poter circolare in città anche in vigenza del blocco del traffico, sapendo di nuocere meno all'ambiente. E anche, ma la considerazione vale per tutte le alimentazioni diverse da benzina e diesel, la tenuta dell'usato. Infine, i prezzi: la versione che abbiamo avuto in prova, la IG-T 90 MAX, parte da 18.800 euro ma con questa motorizzazione, e diverso allestimento, il prezzo di attacco è 16.450 euro.

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