Cina, stop incentivi ad auto elettriche e ibride a fine 2022

Deciso da ministero delle Finanze dopo riduzione 20% già attuata

Redazione ANSA ROMA

A fine anno la Cina cancellerà i sussidi concessi per l'acquisto di modelli elettrici o ibridi, già ridotti ad inizio 2022 del 20%. La notizia che arriva dal maggiore mercato al mondo di auto e mezzi commerciali spinti dalla sola energia delle batterie, potrebbe creare difficoltà ad un settore produttivo che localmente è molto 'polverizzato' e spingerà certamente le maggiori aziende cinesi ad accelerare le strategie di esportazione verso gli Usa e soprattutto l'Europa.
    Come riferisce l'agenzia AFP, il ministero delle Finanze cinese ha comunicato che "i sussidi scadranno il 31 dicembre 2022 visto lo sviluppo dell'industria dei veicoli a nuova energia, l'andamento delle vendite e la transizione graduale dei produttori" precisando anche che "i veicoli immatricolati dopo il 31 dicembre 2022 non saranno sovvenzionati".
    Già nel 2021, il sussidio per i modelli esclusivamente elettrici con autonomia compresa fra 300 e 400 km era stato ridotto a 13.000 yuan (1.810 euro) per veicolo rispetto ai 16.200 yuan (2.257 euro) del 2020. L'incentivo per i Bev con autonomia di 400 km o più era sceso a 18.000 yuan (2.508 euro) nel 2021 rispetto ai 22.500 yuan (3.135 euro) del 2020.
    Le vendite di veicoli 'puliti' - sottolinea il sito francese Autoactu - sono esplose in Cina, con aumenti di oltre il 100% registrati negli ultimi mesi del 2021. Secondo quanto stimato la scorsa settimana dalla China Association of Automobile Manufacturers (CAAM) si prevede che questi veicoli rappresenteranno il 18% delle vendite totali alla fine dell'anno, mentre erano solo al 5% del totale nel 2019.
    Le valutazioni di CAAM indicano per quest'anno un mercato in Cina a 27,5 milioni di unità (tra auto e veicoli commerciali), dopo i 26,1 milioni del 2021, con un incremento del 5,4%. Nel 2021 la crescita totale del mercato più grande del mondo - in recupero per la prima volta dal 2018 - si è attestata secondo CAAM al 3,1%. 
   

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