Usa, senatore Manchin ferma piano Biden su sostegno ad Ev

Rappresentante democratico toglie appoggio a piano da 2 miliardi

Redazione ANSA ROMA

Negli Stati Uniti il mondo automotive non nasconde preoccupazione per la prospettiva che l'ambizioso piano di Joe Biden sulla transizione verso la mobilità elettrica possa subire forti rallentamenti. questo a causa del 'voltafaccia' del senatore democratico Joe Manchin che ha dichiarato che non sosterrà il piano di tasse e spese da 2 miliardi di dollari, cuore dell'agenda economica del presidente.

Fra le diverse aree a rischio c'è la controversa disposizione che darebbe ai consumatori un incentivo in più per acquistare veicoli elettrici purché costruito in stabilimenti dove i lavoratori sono inquadrati nei sindacati. La presa di posizione di Manchin - ha commentato l'autorevole Automotive News - uccide di fatto i piani dei Democratici di approvare la legislazione all'inizio dell'anno elettorale.

La sua decisione ha colto di sorpresa i funzionari della Casa Bianca dopo che - pochi giorni fa - aveva fornito a Biden la bozza di un piano da 1,8 miliardi di dollari che secondo alcune fonti 'avrebbe potuto sostenere'.

Manchin ha affermato che le sue preoccupazioni per l'aumento dell'inflazione e il debito nazionale arrivato a 29 miliardi di dollari hanno portato alla sua decisione. Durante una visita allo stabilimento di componenti della Toyota Motor North America in West Virginia (il suo collegio elettorale) Manchin aveva criticato la proposta di credito d'imposta federale pari a 4.500 dollari per i veicoli elettrici. "Non dovremmo usare i soldi delle tasse di tutti - ha detto Manchin - per scegliere vincitori e perdenti".

Proprio Toyota ha guidato insieme ad altri produttori internazionali, tra cui American Honda e Volkswagen Group of America, gli sforzi per arrivare alla eliminazione del credito per i soli Ev costruiti da aziende Usa.

La decisione di Manchin ha attirato risposte taglienti da alcuni altri democratici. "Dopo mesi di negoziati, un senatore democratico degli Stati Uniti si è ora sommariamente allontanato da trattative produttive - ha dichiarato in una nota Abigail Spanberger rappresentante della Virginia - Questo è inaccettabile e non possiamo comportarci come se questo momento fosse la fine".

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