Coronavirus, Aston Martin taglierà 500 posti di lavoro

Marchio cerca di arginare perdite, DBX non in discussione

Redazione ANSA

Aston Martin taglierà 500 posti di lavoro e ridimensionerà la produzione: obiettivo è di ridurre i costi e tornare alla redditività. Il marchio britannico di auto di lusso cerca di risparmiare ulteriori 28 milioni di sterline all'anno dopo aver subito una perdita al lordo delle imposte di 119 milioni di sterline nel primo trimestre del 2020, come effetto diretto dell'emergenza Coronavirus.

Il produttore britannico di auto di lusso ha annunciato che avvierà a breve una consultazione con i sindacati competenti in proposte per trovare un modo quanto più indolore possibile per mandar via 500 dipendenti dalla sua forza lavoro di 2.600 dipendenti.

La mossa è parte di un 'reset fondamentale', che vedrà ridotta la produzione di auto sportive al fine di riequilibrare la domanda e l'offerta: questo consentirà di risparmiare 8 milioni di sterline all'anno. Nel frattempo, il primo suv del marchio - il DBX - non è in discussione e la casa ha confermato le consegne in estate. Oltre ai 10 milioni di sterline di risparmi sui costi annunciati il ​​31 gennaio 2020, Aston Martin cerca di risparmiare ulteriori 10 milioni di costi operativi annui. I costi di ristrutturazione in contanti del marchio dovrebbero aggirarsi intorno ai 12 milioni di sterline nel 2020.

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