Istat: distrazione, precedenza, velocità, cause incidenti

Redazione ANSA ROMA

Tra i comportamenti errati alla guida (escluso il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata), i più frequenti si confermano la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata. I tre gruppi costituiscono complessivamente il 38,2% dei casi (85.457). Lo rileva l'Istat nel Rapporto sugli incidenti stradali. La rilevazione condotta dall'Istat include solo le circostanze accertate o presunte per i conducenti dei primi due veicoli coinvolti nell'incidente. Gli incidenti che coinvolgono tre o più veicoli rappresentano, nel 2019, il 9,6% del totale.
    Tra le altre cause più rilevanti, la mancanza della distanza di sicurezza (20.207 casi), la manovra irregolare (15.574), la mancanza di precedenza al pedone (7.800) e il comportamento scorretto del pedone (6.647) rappresentano rispettivamente il 9,0%, il 7%, il 3,5% e il 3,0% delle cause di incidente. La prima causa di incidente sulle strade urbane è il mancato rispetto delle regole di precedenza o semaforiche (16,6%), sulle strade extraurbane è la guida distratta o andamento indeciso (pari al 17,9). L'informazione sugli incidenti stradali alcol e droga correlati - fa sapere l'Istat - è stata dedotta da altre fonti informative, quali Il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri e il Servizio della Polizia Stradale del Ministero dell'interno (i quali rilevano complessivamente circa un terzo degli incidenti stradali con lesioni) che hanno fornito i dati sulle sanzioni elevate in occasione di incidente stradale.
    Da queste risulta che su un totale di 58.872 incidenti con lesioni rilevati dai due organi di rilevazione, sono stati 5.117 quelli con almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti in stato di ebbrezza e 1.882 quelli sotto l'effetto di stupefacenti. L'8,7% e il 3,4% degli incidenti rilevati da Carabinieri e Polizia Stradale nel complesso, è correlato quindi, rispettivamente, ad alcol e droga, proporzioni pressoché stabili rispetto al 2018 (8,7% e 3,2%), ma in aumento rispetto al 2017, anno nel quale erano pari rispettivamente al 7,8% e 2,9%. Anche le Polizie Locali di alcuni Comuni capoluogo (nei cui territori risiedono oltre 17 milioni di abitanti) hanno reso disponibile il numero di sanzioni elevate in caso di incidente - 2.013 per guida in stato di ebbrezza e 420 per uso di droghe - in leggero calo rispetto al 2018 (2.031 e 536) e che rappresentano il 36% e il 50% del totale delle sanzioni elevate per lo stesso motivo.
    Con riferimento al numero di incidenti con lesioni rilevati dalle Polizie Locali nei Comuni considerati, le quote dei sinistri correlati ad alcol e droga risultano pari rispettivamente a 3% e 0,6% (3,9 e 1,0 % nel 2018). I controlli effettuati dalle Polizie Locali con etilometro o precursore hanno dato risultato positivo nel 7,4% dei casi, quelli per alterazione da uso di droga, effettuati in misura di gran lunga minore a causa della complessità procedurale, nel 6,9%. Di particolare rilievo per l'analisi dei coinvolti in incidente stradale è lo studio del gruppo dei conducenti; a differenza degli altri utenti della strada, infatti, si dispone non solo dell'informazione sugli infortunati, ma anche degli incolumi che non hanno riportato lesioni a seguito dell'incidente. Nel 2019, i conducenti infortunati, morti o feriti nel complesso, sono stati 166.727, gli incolumi sono stati, invece 149.479, per un totale di 316.206 persone (236.903 uomini -74,9% e 79.303 donne - 25,1%). Analizzando la distribuzione dei conducenti coinvolti, nel complesso, i feriti sono più numerosi in corrispondenza delle età 20-24 e 25-29 anni mentre le vittime si concentrano tra i giovani e nelle età centrali, ma anche tra i più anziani. Gli incolumi sono prevalentemente 45-49enni. Rispetto al numero di patenti attive il rischio di essere coinvolto in incidente risulta più elevato per giovani e giovanissimi, inizia a decrescere solo dopo i 25 anni di età per aumentare nuovamente dopo i 70 anni. Tra 20 e 24 anni il rapporto conducenti/patentati è 13 per mille, tra 35 e 49 anni 8 per mille, per gli anziani 5 per mille. A partire dal 2016 è stata richiesta anche l'informazione sulla cittadinanza dei conducenti; sono circa 28mila (8,9% sul totale) i conducenti stranieri coinvolti in incidenti stradali, il 79% uomini e il 21% donne.

Le cittadinanze maggiormente rappresentate sono Romania, Albania e Marocco (circa il 35% del totale dei conducenti stranieri coinvolti), dato che trova corrispondenza anche nelle quote di popolazione straniera residente in Italia. Tra i cittadini degli altri Paesi sono inclusi, dalla quarta alla decima posizione in graduatoria, anche Germania (4,6%), Svizzera (3,0%), Moldavia (2,9%), Egitto (2,8%), Cina (2,7%), Perù (2,6%), Ucraina (2,4%). I conducenti stranieri coinvolti in incidenti risultano occupanti di autovetture nel 65,8% dei casi, nel 12,5% alla guida di motocicli, nel 9,9% di veicoli per il trasporto merci e biciclette per il 6,7%, il restante 5,1% è riferito ad altri mezzi di trasporto. Tra i conducenti stranieri di veicoli per il trasporto merci coinvolti in incidenti, le nazionalità più frequenti sono quelle rumena (19,9%), albanese (10,1%) e marocchina (8,2%). Con riferimento alle età dei conducenti, tra quelli di cittadinanza italiana sono le donne e gli uomini tra i 40 e i 54 anni a essere più coinvolti in incidente; per gli uomini una quota significativa si registra anche tra i più giovani, di 20-24 anni. Per i guidatori di nazionalità straniera la frequenza più elevata si registra per gli uomini di 30-34 anni e per le donne di 35-39 anni.

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