Coronavirus, pole position per ventilatore della F1 Mercedes

Prototipo CPAP, usato anche in Italia, realizzato in 100 ore

Redazione ANSA ROMA

Agli ingegneri della Mercedes High Performance Powertrains (HPP), cioè la divisione che sviluppa e fornisce i motori per le monoposto di Formula 1 non piace mai arrivare dietro agli altri ed anche 'appaiati'. Questa volta però il loro spirito ipercompetitivo è stato messo a frutto per far del bene: realizzare tecnologie mediche molto efficaci - ma in tempi record - da utilizzare per combattere il Covid-19. Come riporta l'autorevole magazine tedesco Auto Motor und Sport, gli ingegneri che sviluppano i motori delle F1 Mercedes hanno progettato e realizzato uno speciale ventilatore per il trattamento non invasivo dei pazienti con coronavirus, che dovrebbe presto arrivare negli ospedali in gran numero. Al progetto hanno lavorato, in Inghilterra, assieme agli esperti di salute della University Clinic di Londra (UCL) e il risultato è un apparato CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) per il supporto respiratorio. Questa soluzione, spiegano gli esperti, è una modalità di ventilazione non invasiva che permette, attraverso presidi esterni al paziente - che rimane sveglio - di applicare una pressione positiva continua nelle vie aeree in tutte le fasi della respirazione (riposo, inspirazione ed espirazione), soprattutto allo scopo di evitare, con questo trattamento precoce, l'incubazione.

Alla Mercedes High Performance Powertrains le consuetudini sono state stravolte, come quando si lavora ai box per rimediare prima della gara, ad un problema nei propulsori. I produttori di dispositivi medici normalmente impiegano più di un anno per completare i primi modelli di test, ma dopo sole 100 ore dal via al programma (la luce verde era arrivata mercoledì 18 marzo) membri dell'insolito gruppo di lavoro composto da scienziati e tecnici di F1 hanno completato il nuovo prodotto. Il magazine tedesco precisa, tra l'altro, che si tratta di una soluzione efficace che permette di riservare i ventilatori respiratori tradizionali, disponibili in numero limitato, ai soli casi difficili. ''L'esperienza iniziale in Italia - si legge su AMuS - mostra che il 50% dei pazienti trattati con un dispositivo CPAP non necessita più di ventilazione completa''. Le Autorità hanno già dato la loro approvazione per il dispositivo sviluppato in tempi racing, e dopo i test - eseguiti con 100 apparati consegnati in varie cliniche - si passerà alla produzione di altre migliaia di copie in breve tempo. 

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