Società & Diritti

Invisibile, inascoltata, intrappolata, sulla violenza contro le donne basta silenzi

Le testimonianze all'associazione Mama Chat con sportello di ascolto anonimo

Una donna dietro un vetro foto iStock. © Ansa
  • di A.M.
  • 25 novembre 2022
  • 12:05

Le donne che subiscono violenza oltre ad affrontare il dolore per quel che è successo spesso si sentono private della propria identità per le umiliazioni subite, incomprese e vittime del giudizio altrui. Far emergere quanto le storie di molestie e violenze siano circondate dal silenzio per chiamare l’attenzione della società, delle istituzioni e dei media sul tema della violenza di genere in ogni sua forma. E' uno degli obiettivi della Giornata contro la violenza sulle donne il 25 novembre e certo non solo in quella data. Far sentire le donne non isolate è sorellanza e dovere civico. C'è una associazione no profit, Mama Chat, che dal 2017 fornisce assistenza psicologica e orientamento tramite uno sportello chat anonimo e gratuito alle donne vittime di violenza. Per il 2022 ha scelto di portare l’attenzione sull’invisibilità delle donne che vivono una violenza sulla propria pelle e far emergere le storie delle vittime, anche le più nascoste. Femminicidi e violenza sulle donne sono in aumento come confermano i dati nazionali che Mama Chat tocca con mano nel suo quotidiano: oltre 25.000 le donne aiutate da Mama Chat attraverso lo sportello di ascolto online, primo di questo genere in Europa che registra in crescita il numero di giovani e le denunce di violenze sessuali, fisiche, domestiche, psicologiche e di stalking. La Campagna si intitola #LaMiaStoriaInvisibile per sensibilizzare e far sì che il maggior numero possibile di donne “invisibili” condividano la loro storia di violenza per renderla visibile, chiedere aiuto ed essere ascoltate. In fondo è lo stesso concetto del #MeToo che ha dato origine a tutto un movimento internazionale. L'invito è a lasciare le proprie testimonianze sul sito https://mamachat.org/la-mia-storia-invisibile/. Un wall di denuncia, un luogo d’incontro virtuale dove non sentirsi sole, trovare coraggio e voltare pagina. L’obiettivo è creare anche un archivio online di testimonianze di chi è sopravvissuta o vissuta nella violenza e invertire la curva dei femminicidi perché l’invisibilità isola, fa crescere la paura e spesso uccide.



Con le parole delle donne: testimonianze e voci (r)accolte da Mama Chat
INVISIBILE, perché si è sentita svuotata “Me ne sono accorta quando ho iniziato a sentirmi svuotata... Quando avevo ansia di ascoltare il mio cantante preferito davanti a lui perché mi giudicava anche su quello... Quando mi diceva che mi picchiava perché così mi dava la giusta educazione che i miei genitori non mi avevano dato... Fino a quando, dopo una serie di violenze, come la frattura del naso, lividi ovunque, tradimenti… ho deciso di andarmene”.
INASCOLTATA, perché ha chiesto aiuto ma nessuno l’ha creduta “Mi ha convinta di non potermi fidare dei miei pensieri, della mia memoria. Ero arrivata al punto che non riuscivo più a vedere un futuro. Un futuro per me. Ho provato a parlarne con gli amici ma è come se sottovalutassero la cosa e fossi melodrammatica. Mi dicono che dovrei parlarci, fare un passo indietro, o adeguarmi alla situazione”.
INTRAPPOLATA, perché non le permette di parlare con nessuno “Mi impedisce di avere amici maschi, o di uscire con determinate persone perché non gli piacciono. Mi dice di dire di no a uscite con amici e colleghi, di chiedere le cose ai miei genitori e non alle amiche. Che non devo dare confidenza a nessuno, altrimenti sono troppo aperta di carattere e lui questo lo odia”.
La campagna IN-Visibili vuole restituire a queste donne uno spazio protetto dove condividere la propria storia perché possano riconoscersi nelle voci di altre vittime. A dar voce e volto alla campagna di Mama Chat nello spot sono le due attrici Cecilia Dazzi e Irene Ferri e la giornalista Rai Monica Giandotti, interpreti delle drammatiche “storie” personali di alcune donne seguite da Mama Chat. Lo spot mette a fuoco ciò che spesso emerge solo a violenza consumata. Un filtro Instagram accompagna la campagna per darle eco sui social: con il filtro a inizio video si è immersi nell’invisibilità che provano le vittime di violenza, con la testimonianza il viso da sfocato acquisisce nitidezza, visibilità appunto.
L'Istat sottolinea come la violenza sulle donne sia un fenomeno di difficile misurazione perché in larga parte sommerso. Spesso si tratta di violenze dentro la famiglia, difficili da denunciare, situazioni in cui la donna si sente sola ad affrontare un dramma che, quando portato allo scoperto, sconvolge anche gli equilibri di vita di altre persone care. Nel primo trimestre 2022 oltre il 61,4% delle vittime dichiara che le violenze sono subite da anni, dato in aumento sia rispetto al trimestre precedente (56,7%) sia allo stesso trimestre 2021 (53,7%). A partire dal terzo trimestre 2020 sono aumentate le richieste di aiuto di vittime che hanno subito violenza (13,3%, contro il 6% dei trimestri precedenti). Il dato è leggermente diminuito dal 2021 per poi attestarsi al 10.5% del primo trimestre 2022.
«Guardando alle testimonianze dirette delle donne e ragazze raccolte dalla nostra associazione, ancora oggi nel 2022, le vittime fanno ancora troppa fatica a parlare e a compiere il primo atto di richiesta d’aiuto e denuncia», spiega la Ceo di Mama Chat Margherita Fioruzzi. «Molte donne non sanno a chi rivolgersi, impaurite e isolate temono ripercussioni e non si fidano delle istituzioni. La diffidenza di cui vengono fatte oggetto causa una vittimizzazione secondaria che giudica spietatamente e mette in atto una seconda forma di violenza spesso pubblica e mediatica. A questo dramma, nella vita di ogni donna si aggiungono le cosiddette molestie “leggere”, i palpeggiamenti, i commenti violenti e sessisti sui social e sul lavoro . I segni invisibili di queste molestie condizionano l’equilibrio e la vita delle donne che le subiscono e contribuiscono al consolidamento di una società patriarcale e sessista da cui sfociano maltrattamenti e femminicidi nei casi più gravi. La nostra campagna #LaMiaStoriaInvisibile vuole portarli a galla e al centro del dibattito pubblico».
Alcuni dati 2022 dello Sportello online gratuito e anonimo di Mama Chat
· 455 le donne vittime di violenza accolte da gennaio a ottobre 2022
· Il 10,3% delle richieste arrivano da parte di minori 11-18 anni
· In media 4 richieste di aiuto al giorno da donne maltrattate
· Maltrattamenti denunciati: violenza domestica 53%, violenza psicologica 30,5%, violenza sessuale 9%, stalking 3%, bullismo 3%, 1,5% violenze online
· Aumento richieste d’aiuto del 24% dal 2021
«Contribuire a diffondere un messaggio così urgente e attuale è per noi un privilegio, oltre che una responsabilità», è il commento del Ceo & Founding Partener di Connexia Paolo d’Amassa. «Essere parte attiva nella costruzione di progetti che restituiscono voce e dignità alle vittime, contribuendo allo sviluppo di una consapevolezza diffusa delle implicazioni individuali e collettive collegate alla violenza di genere, è il nostro modo di servire la comunità».

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