Società & Diritti

I murales? Ora sono boschi invisibili e purificano l'aria

Super Walls, 20 opere di street art tra Padova e Abano Terme con la pittura che abbatte inquinamento

LA CRÉMERIE: Abano Terme – Edificio fronte Duomo (Quartiere San Lorenzo), opera su muro. Si tratta del murales più lungo del Veneto (38 metri) © ANSA
  • Redazione ANSA
  • 30 giugno 2019
  • 14:19

I murales? Ora sono 'boschi invisibili' e depurano l'aria. Le tecnologie che fanno i conti con l'emergenza climatica sono in grande espansione. E dopo i pannelli filtranti pubblicitari ora è l'arte a sperimentare il tema. A Padova sono stati realizzati 20 murales per mano di 16 artisti internazionali per valorizzare enormi muri in aree periferiche e spesso degradate. La particolarità? Ciascuna opera di street art è un bosco invisibile, un depuratore d'aria, grazie all'utilizzo di una particolare brevettata pittura che abbatte gli agenti inquinanti dell'aria 

L'intera manifestazione è stata ribattezzata Super Walls dagli organizzatori e ha visto coprire complessivamente 2000 mq di superfici, abbattendo così l'inquinamento di 156220 auto in un anno. Si è trattato della prima Biennale di Street Art interamente outdoor e il risultato resta alla comunità: venti suggestive opere di street art permanenti realizzate su superfici pubbliche e private, inclusi i muri esterni di alcuni condomini.

 Oltre al valore artistico e culturale, l’iniziativa si è contraddistinta per la sua vocazione sostenibile: i 16 artisti italiani e francesi coinvolti hanno utilizzato per dipingere l’innovativa tecnologia italiana Airlite, le cui pitture, attivate dalla luce, hanno la capacità di purificare l’aria, depurandola dall’88,8% degli agenti inquinanti, tra i quali benzene e ossidi di azoto. La tecnologia è stata recentemente citata dalle Nazioni Unite tra le quattro innovazioni in grado di combattere l’inquinamento dell’aria e si è resa protagonista negli scorsi mesi di iniziative affini, come il murales “Hunting pollutiondi Iena Cruz a Roma o quello del collettivo Boa Mistura a Città del Messico.

 “Attraverso il nostro progetto Air is Art, con il quale intendiamo diffondere e valorizzare la cultura del rispetto dell’aria attraverso l’arte – spiega Antonio Cianci, ad di Airlite – abbiamo realizzato in giro per il mondo diverse singole opere dal forte valore simbolico. Le venti opere di Super Walls rappresentano un passo in avanti, dal momento che sono concentrate in un’area urbana circoscritta e che avranno di conseguenza un impatto più tangibile sulla qualità dell’aria.”

 Al festival, ideato e curato dal gallerista Carlo Silvestrin e dalla critica d’arte Dominique Stella, hanno partecipato alcuni degli artisti italiani più in vista nel panorama della street art internazionale, tra cui: Axe, Alessio-b, Gabriele Bonato, Boogie.EAD, Joys, Made514, Orion, Peeta, Psiko, Roulè, Tony Gallo e Yama. Accanto a loro è intervenuta la crew de “La Crémerie” di Rennes con Gloar, Fortunes, Mya e Hayku. Il gemellaggio tra Italia e Francia è frutto di contatti tra i comuni di Abano Terme, Padova e Rennes, che prevedono la partecipazione di un gruppo di artisti italiani a un’analoga manifestazione in programma a ottobre nella città francese.

Ecco le opere nel dettaglio: 

YAMA: Abano Terme – Teatro Polivalente, opera su muro.
L’opera è una reinterpretazione dell’iconografia classica delle due maschere teatrali. Gli espedienti geometrici e prospettici precedentemente usati dall’artista nella rappresentazione delle lettere vengono qui adoperati per mostrare come una persona, attore o pittore, sia, nell’atto della recita o della pittura, più personalità simultaneamente. La scelta dei colori, azzurro e beige, indica i due elementi che costituiscono la ricchezza di Abano Terme: l’acqua e il fango.

LA CRÉMERIE: Abano Terme – Edificio fronte Duomo (Quartiere San Lorenzo), opera su muro.
Si tratta del murales più lungo del Veneto (38 metri) e vi sono contenuti tutti i simboli più importanti del comune termale, tra cui il Montirone e il drago che campeggia sullo stemma araldico della città.

ALESSIO-B: Padova – Abitazione privata (Quartiere Sacra Famiglia), opera su muro.
In parete è raffigurato un bambino che indossa un casco da astronauta e guarda il cielo stellato. Si tratta di una nuova declinazione di un’opera di Alessio-b intitolata “Look at the star”, frase mutuata dal “look up at the stars and not down at your feet” pronunciato dal fisico Stephen Hawking. È un invito a guardare oltre al significato superficiale delle cose.
Il cielo blu e le stelle in rilievo (che diventano fluorescenti al buio) sono un omaggio al cielo stellato dipinto da Giotto all’interno della Cappella degli Scrovegni, uno dei simboli di Padova.

AXE: Padova – MAAP (Zona Industriale), opera su muro.
Sul muro del MAAP Axe ha dipinto un volto indagatore e una bambina che soffia le bolle. Accanto alle due figure campeggia la frase “I don’t want your hope”, che significa “non voglio la vostra speranza”. Si tratta di una citazione tratta da un discorso molto famoso pronunciato dalla sedicenne svedese Greta Thumberg, che è diventata in poco meno di un anno il simbolo e la rappresentante più conosciuta del nuovo movimento ambientalista studentesco.

BOOGIE.EAD e TONY GALLO: Padova – Alì Supermercati (Negozio via Grassi), opera su muro.
La scritta che campeggia sul muro del Negozio Alì di Via Grassi è un grande “Ti amo”, accompagnata da una pioggia di piccoli cuori e da una coppia di personaggi fiabeschi teneramente abbracciati. L’opera è stata concepita dai due artisti come un inno all’amore, sentimento universale che tutto permea e tutto lega. Questa tributo alla forza dell’amore può essere interpretato da chi osserva l’opera secondo la propria sensibilità: amore è rispetto, passione, amicizia, amore fraterno, slancio spirituale, comprensione e accettazione dell’altro da sé.

BOOGIE.EAD E GABRIELE BONATO Padova – Istituto Rogazionisti (Quartiere Arcella), opera su muro.
L’opera si intitola “Iam” e mescola, bilanciandoli sapientemente, il figurativo e l'evoluzione del lettering. L'effetto costruito dai due artisti è una distorsione prospettica su due livelli, realizzata sfruttando le diverse altezze offerte dalle pareti dell'edificio. Al soggetto naturalistico eseguito da Bonato si intrecciano, con uno studio precisissimo e un uso certosino del colore, le lettere che compongono il nome di Boogie.

JOYS: Padova – InfoCamere, opera su muro.
In questo personale studio del lettering nulla è lasciato al caso e le forme ubbidiscono sempre a precise regole logiche e geometriche. Per quest’opera, che è stata dipinta su una facciata alta 24 metri, Joys ha deciso di utilizzare varie sfumature di blu, omaggio al colore simbolo di InfoCamere.

MADE514 Padova – Istituto Rogazionisti (Quartiere Arcella), opera su muro.
L’opera si sviluppa in una frenesia dinamica e psichedelica creata dalle vorticose evoluzioni del lettering. L’ostentata tridimensionalità plastica slancia la composizione verso l’alto assorbendo l’osservatore e coinvolgendolo nella scena. La struttura è costruita architettonicamente sul movimento di un personaggio zoomorfo che “veste” le turbolenze del lettering dalle quali si pone verso l’osservatore con una mano in un gesto di offerta. La mano porge all’osservatore, tenendolo fra le dita, un uovo tigrato, simbolo di contenuto e di creazione che invita al voler condividere l’esperienza del caos ignoto per carpirne l’essenza.


MADE514 Padova – Nido d’Infanzia c/o Istituto Rogazionisti (Quartiere Arcella), opera su muro.
L’opera, di natura prettamente decorativa, mette a giocare una serie di personaggi inspirati a dei bambini, con accento sulle loro buffe movenze ed espressioni all’interno di un ambiente circolare. Nella parte alta della scena si apre una grande apertura rivolta verso il cielo, a ricordare l’apertura di un ipotetico nido. I personaggi si trovano coinvolti in un flusso di pupazzi e sfere nell’esperienza del gioco che li trascinerà verso l’alto.

PSIKO: Padova, Alì Supermercati (Negozio Terranegra), opera su muro
L'opera rappresenta l'uccello Pica Pica, noto anche come Gazza Ladra, soggetto scelto dall'artista perché ha un significato ambivalente nella cultura delle aree dove vive.
La visione europea di questo animale è antitetica a quella asiatica: conta quindi il punto di vista, il conoscere e l'informarsi sui significati che ognuno di noi può dare alla stessa cosa; una sorta di integrazione iconografica. La scelta stilistica di rappresentare il volo (per l’artista inteso come atto di libertà) sovrapponendo e scindendo vari frame con effetti glitch serve per dare una vibrazione dinamica e contemporanea all'immagine.

TONY GALLO: Padova – Cinema Rex (Quartiere S. Osvaldo), opera su muro. 

Per la facciata del cinema più vecchio di Padova Tony Gallo ha scelto di raccontare una fiaba che si intitola “Cappuccetto Orso”, personale rivisitazione dell’artista di “Cappuccetto Rosso”.
La novella Cappuccetto di Tony Gallo è la figura dipinta a destra, che tiene in mano un piccolo lupo di peluche, in ricordo del suo grande amore perduto, il Lupo. Il personaggio che la affianca a sinistra e la ammira da vicino per conquistare la sua attenzione indossa un cappuccio colorato da Orso e cerca così di farla innamorare. Non sappiamo davvero chi si celi sotto il travestimento: potrebbe trattarsi anche dell’amato Lupo.

ROULÈ: Padova – Ristorante Amici Miei Consorzio ZIP (Zona Industriale), opera su muro.
Questo van “Drop” si rifà ai dipinti su carta cotone e tele della serie Sign Liquid, che presentano una sequenza di automobili e furgoni vintage in stato di onirico abbandono. Le loro carrozzerie sono ricoperte di tag, scritte e disegni come se fossero rimaste a lungo esposte agli
accadimenti di un'immaginaria periferia, ma a uno sguardo più attento si comprende che anche i veicoli non sono nient'altro che visioni in dissolvenza e gocce di colore in libera caduta sul punto di espandersi.

ORION: Padova – Palazzo Bellini (Condominio privato in Zona Fiera), opera su muro.
L’opera rappresenta una elaborazione personale del lettering del suo nome, risultato di uno studio della composizione morfologica della lettera alfabetica che l’artista porta avanti fin dai primi anni ’90. Data la vicinanza di Palazzo Bellini con la Fiera di Padova, Orion ha inserito nel progetto anche la lettera “C” in omaggio alla Fiera Campionaria, che quest’anno ha festeggiato i 100 anni.

PEETA: Padova – Condominio privato (Quartiere Arcella), opera su muro.
L’opera realizzata da Peeta sulla facciata di un condominio che affaccia su Piazzetta Buonarroti rappresenta l’interazione geometrica delle forme che crea con l’ambiente circostante: chiaroscuri e volumi, sfumature e ombre sono continui inganni tridimensionali agli occhi dello spettatore.

  • Redazione ANSA
  • 30 giugno 2019
  • 14:19

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