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Bere analcolico, dopo la mixology la tendenza arriva anche tra le craft beer

Dalle celebrity ai locali alla moda sempre più seguaci per l'alcohol free

In compagnia si beve anche alcohol free © Ansa
  • Redazione ANSA
  • 13 luglio 2019
  • 11:00

Alcohol free, il bere analcolico si fa largo quest'estate tra mojito e sex on the beach. Dalle star di Hollywood ai locali internazionali più alla moda, bere senza alchol trova sempre più seguaci. Complice la crescente attenzione dei Millennials al benessere fisico, unita alla voglia di restare in forma senza privarsi di uscite e aperitivi in compagnia, sempre più bar e locali estivi fanno a gara per proporre ai propri clienti dissetanti drink analcolici. Non solo la mixology, anche il mondo delle craft beer sta mettendo in atto questa “no alcohol revolution".
Una tendenza, quella verso un consumo di prodotti dal basso livello alcolico, che proviene dall’America: come riportano le cronache mondane del L.A. Times, durante i party esclusivi nelle ville californiane di Jennifer Aniston, di Jessica Simpson o di Eva Longoria “vengono indette vere e proprie gare tra gli ospiti per creare nuovi drink rigorosamente no alcool”. La cantante e ballerina Jennifer Lopez in un’intervista a Glamour ammette “non bevo alcool perché rovina la pelle”. O ancora, il dj internazionale Calvin Harris ha rivelato in una recente intervista alla BBC che, nonostante la sua professione lo porti a frequentare molte feste mondane, ha scelto di non consumare più alcolici per la propria salute. L’attore Ben Affleck, invece, ha deciso di chiudere definitivamente con l’alcool e lo ha dichiarato apertamente sulla propria pagina Facebook, affermando di averlo fatto per “diventare un padre migliore”. Una tendenza confermata anche dai dati di mercato: secondo quanto riportato sul Reliable Magazine, circa il 30% delle persone di età pari o superiore a 18 anni negli Stati Uniti non ha bevuto alcolici nell'ultimo anno.
Dagli Stati Uniti all’Europa, si tratta di una tendenza che accomuna le grandi star di Hollywood ai consumatori di tutto il mondo all’insegna del wellness; complice la voglia di seguire uno stile di vita più salutare, sempre più persone sono alla ricerca di birre analcoliche o dal bassissimo contenuto alcolico. Ad esempio nel Regno Unito negli ultimi due anni il mercato delle birre con poco o senza alcool è cresciuto quasi del 400%. In Germania, invece, secondo quanto riportato sul The Guardian, la recente crescita delle popolarità delle birre analcoliche ha portato la maggior parte dei bar tedeschi ad inserire all’interno della propria drinklist almeno un tipo di birra “alcohol free”.
Esiste un vero e proprio movimento globale legato al minor consumo di bevande zuccherate gassate e la necessità di bere qualcosa di rinfrescante ma al tempo stesso non alcolico. Secondo una ricerca pubblicata su Pioneer Reporter, specializzata nell’analisi degli ultimi trend legati al consumo, il mercato globale della birra analcolica vedrà il primato del Nord America almeno fino al 2023 rispetto a Europa, Asia e resto del mondo. Tuttavia, in questo intervallo di tempo, a trainare questo mercato, anche al di fuori dei confini nordamericani, sarà la maggiore attenzione da parte del segmento giovanile e l’aumento della consapevolezza dei benefici legati al bere analcolico da parte dei consumatori.

In questa tendenza vanno brand, come la Brooklyn Brewery che inseriscono in produzione birre analcoliche come la Special Effects, una lager ambrata e spiccatamente luppolata, prodotta grazie a un’innovativa tecnica di fermentazione che consente di limitare la quantità di alcool mantenendo il sapore di una classica birra newyorkese.
I locali di tendenza non possono, dunque, fare a meno di soddisfare una clientela sempre più esigente in ambito di riduzione delle calorie, senza rinunciare alla qualità e all’originalità. Lo dimostrano i dati emersi a fine 2018 nel corso della Diageo Reserve World Class, l’annuale gara di bartending internazionale: le varianti analcoliche sono particolarmente apprezzate dai giovani consumatori. Il 46% di coloro che hanno meno di 35 anni ordinano bevande analcoliche, mentre tra gli over 35 la percentuale scende al 16%. L’“Alcohol free” è protagonista all’interno dei principali locali internazionali come il Redemption Bar di Londra, diventato simbolo, come ha spiegato il The Guardian, “del bere socialmente consapevole non solo di giorno, ma anche nel cuore della notte”. O il The Other Side di Chicago, locale che, come riporta Huffington Post, “ha scelto di puntare su uno stile di vita sobrio, offrendo un ambiente sano ai propri clienti”. Anche il The Brink di Liverpool, e l’Elysee Montparnasse di Parigi, offrono alla loro clientela drink analcolici che attirano ogni giorno un folto numero di clienti nelle varie fasce orarie, dall’aperitivo fino al dopo cena.