Energia: Federbeton, da rifiuti un contributo a indipendenza

Quelli non riciclabili possono essere usati come combustibili

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 08 AGO - Dai rifiuti può arrivare "un contributo all'indipendenza energetica del Paese", in particolare da quelli non riciclabili da cui, "se debitamente trattati, è possibile ricavare i Combustibili Solidi Secondari (Css), utilizzabili nelle cementerie italiane in parziale sostituzione dei combustibili di origine petrolifera" e in grado di garantire "minori emissioni complessive e un contributo alla gestione dei rifiuti". Lo afferma Federbeton Confindustria, la federazione di settore delle associazioni della filiera del cemento, del calcestruzzo, dei materiali di base, dei manufatti, componenti e strutture per le costruzioni.

"A Kilometro Zero, disponibili in abbondanza tanto da doverli esportare, bruciare negli inceneritori o inviare in discarica: i rifiuti non riciclabili, il cosiddetto 'secco', ma anche tessuti, carta e cartoni o altro non riciclabile, rappresentano una risorsa preziosa, un tassello importante nella strada per l'indipendenza energetica del Paese" spiega Federbeton in una nota.

I rifiuti inviati all'estero, con "ulteriori costi da parte dei cittadini", "vengono impiegati in modo sicuro e controllato per produrre energia per l'industria. L'utilizzo di Css anche in Italia permetterebbe non solo di ridurre le emissioni generate da discariche e inceneritori, ma anche di abbattere drasticamente i costi, ambientali e economici, legati all'importazione dei combustibili di origine petrolifera".

"In un momento in cui prende piede l'idea di un ritorno al carbone - commenta Roberto Callieri, presidente di Federbeton - i Css costituiscono una soluzione valida in termini di sostenibilità (economica e ambientale), già ampiamente utilizzata in tutta Europa e pronta a essere implementata anche in Italia in cicli produttivi come quello del cemento: mentre i paesi europei più avanzati arrivano infatti a oltre il 60%, a volte anche all'80%, in Italia la sostituzione dei prodotti petroliferi tramite Css è limitata a circa il 21%. Secondo la stima elaborata dal Laboratorio Ref Ricerche, un tasso di sostituzione del 66% in Italia porterebbe al taglio di 6,8 milioni di tonnellate di CO2 emesse in atmosfera, anche grazie al mancato conferimento in discarica che verrebbe sostituito dalla valorizzazione energetica in cementeria". (ANSA).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA