Papa: Amazzonia sfregiata, si disprezza popolo rubando terra

'Quante volte alziamo muri per rendere gli altri più scarti'

Redazione ANSA CITTA' DEL VATICANO

CITTA' DEL VATICANO - Alzare muri, disprezzare gli altri e le loro tradizioni, occuparne le terre.

   E' quello che fa ancora l'uomo di oggi. Lo ha detto il Papa domenica nell'omelia della messa conclusiva del Sinodo parlando di "volto sfregiato dell'Amazzonia". "Quante volte - ha fatto presente il pontefice - chi sta davanti, come il fariseo rispetto al pubblicano, innalza muri per aumentare le distanze, rendendo gli altri ancora più scarti.
    Oppure, ritenendoli arretrati e di poco valore, ne disprezza le tradizioni, ne cancella le storie, ne occupa i territori, ne usurpa i beni. Quante presunte superiorità, che si tramutano in oppressioni e sfruttamenti, anche oggi!". "Lo abbiamo visto nel Sinodo quando parlavamo sullo sfruttamento del Creato, della gente, degli abitanti dell'Amazzonia, sulla tratta delle persone sul commercio delle persone. Gli errori del passato - ha sottolineato - non son bastati per smettere di saccheggiare gli altri e di infliggere ferite ai nostri fratelli e alla nostra sorella terra: l'abbiamo visto nel volto sfregiato dell'Amazzonia".

Non si può restare indifferenti al grido arrivato dai popoli dell'Amazzonia, ha detto il Papa all'Angelus. "Dopo queste tre settimane non possiamo far finta di non averlo sentito. Le voci dei poveri, insieme a quelle di tanti altri dentro e fuori l'assemblea sinodale, Pastori, giovani, scienziati, ci spingono a non rimanere indifferenti". "Abbiamo sentito spesso la frase 'più tardi è troppo tardi': questa frase non può rimanere uno slogan", ha aggiunto Papa Bergoglio.

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