Ambiente: Legambiente, fondali avvelenati da microplastiche

Progetto Pelagos plastic free, recepire subito norma Ue

Redazione ANSA GENOVA
(ANSA) - GENOVA, 20 SET - Approvare il ddl fermo in Commissione ambiente per permettere ai pescatori di poter portare a terra i rifiuti di pesca che finiscono nei fondali, oltre a recepire al più presto la normativa europea che vieta dal 2021 l'uso della plastica monouso. Sono queste alcune delle richieste di Legambiente al Governo durante la presentazione del progetto Pelagos Plastic Free che si è tenuta al Salone Nautico di Genova. Nel progetto si legge che le microplastiche sono l'80% dei rifiuti. Su 17 spiagge, per oltre 30 mila metri quadri di superficie, sono stati trovati oltre 14 mila rifiuti: l'87% era plastica per una media di 857 rifiuti ogni 100 metri di litorale. La cattiva gestione dei rifiuti urbani, 92%, rimane la causa principale dei rifiuti su spiagge e in mare. Il 29% sono frammenti di plastica, i mozziconi di sigarette il 10%, il 5% cotton fioc. La ricerca ha evidenziato come si stia definendo un nuovo ambiente nei fondali: attorno alle microplastiche si radunano microorganismi spesso dannosi per le specie marine. "Il progetto - spiega Stefano Ciafani, presidente di Legambiente - riunisce analisi scientifiche e monitoraggi, oltre a essersi concentrato sulle attività di sensibilizzazione per limitare diffusione e dispersioni di rifiuti di plastica. Il Mediterraneo è uno dei mari più inquinato dalla plastica". Il vice presidente di Ucina Andrea Razeto ha sottolineato come "Ucina sia impegnata da diversi anni sui temi ambientali, soprattutto nel sensibilizzare i diportisti a promuovere comportamenti virtuosi in mare e per il mare". Ucina, in collaborazione la rivista Nautica, ha così promosso la bandiera 'La mia barca è plastic free', un riconoscimento per i diportisti che sceglieranno di ridurre l'uso di plastica usa e getta a bordo della propria imbarcazione. (ANSA).

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